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Roma, 30 set – Una delegazione, guidata dal vicepresidente del Senato Roberto Calderoli della Lega, è in Cassazione per depositare il quesito per proporre un referendum sulla legge elettorale. Come annunciato nei giorni scorsi dalla Lega, la richiesta prevede di abrogare la parte proporzionale del Rosatellum. A sostegno i consigli regionali di Veneto, Sardegna, Lombardia, Friuli, Piemonte, Abruzzo, Liguria e Basilicata. Bastava l’adesione di cinque Regioni per poter indire il referendum.



Calderoli: “Forconi se qualcuno all’ultimo momento dovesse cambiare la legge”

Calderoli si dice sicuro di avere tutte le carte in regola: “Assolutamente no, non temo rifiuti dalla Corte costituzionale“, afferma entrando in Cassazione accompagnato dai rappresentanti dei consigli regionali che hanno dato il via libera al referendum chiesto dal leader della Lega Matteo Salvini. “Ho invocato i forconi se qualcuno all’ultimo momento dovesse fare la furbizia, cambiando la legge per non fare il referendum“, chiarisce Calderoli, puntando il dito contro “questi tentativi truffaldini dell’ultimo momento” da parte dei parlamentari. “A me – sottolinea – sembrerebbe uno che va a rubare il lecca lecca ai bambini e che va a modificare la legge all’ultimo momento”. Poi Calderoli anticipa che “con la raccolta di firme a sostegno della proposta” referendaria “si creerà anche un fronte popolare perché il cittadino possa eleggere direttamente il presidente della Repubblica“, fronte “che credo possa essere auspicabile in tutto il Paese”.

“Con il maggioritario si impediranno nascite di governi come quello in carica”

Con una legge elettorale completamente maggioritaria, fa presente Calderoli, “si impediranno le nascite di governi come l’attuale che mettono insieme minoranze che vanno a fare una maggioranza di palazzo“. “Otto Regioni, molto al di sopra delle cinque richieste, e soprattutto in rappresentanza di tutto il Nord, del Centro, del Sud e delle Isole del Paese, hanno deliberato la proposta di un referendum abrogativo della legge elettorale, in modo tale che nasca un sistema completamente maggioritario, ovvero l’elettore sceglie chi andrà a governare e chi perde andrà all’opposizione“, spiega ancora il vicepresidente del Senato.

Adolfo Spezzaferro

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