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Roma, 13 mag – Il Copasir ha chiesto al premier Mario Draghi di aprire un’inchiesta interna sul caso dell’incontro tra Matteo Renzi ed il capocentro del Dis-Dipartimento delle informazioni per la sicurezza Marco Mancini all’autogrill di Fiano Romano. La decisione del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica risale alla seduta di martedì scorso, dopo l’audizione dell’ormai ex direttore del Dis Gennaro Vecchione, dedicata proprio al caso Renzi-Mancini. L’incontro tra il leader di Italia Viva e l’esponente dei servizi segreti è al centro di un discusso e discutibile video mandato in onda dalla trasmissione Report.

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Il Copasir chiede a Draghi inchiesta interna su incontro Renzi-Mancini

Nella prossima seduta il Copasir avvierà dunque la procedura prevista dall’articolo 34 della legge sull’intelligence, che prevede che l’organismo parlamentare, “può richiedere al presidente del Consiglio dei ministri di disporre lo svolgimento di inchieste interne”. Quello che va verificato dunque è la “correttezza delle condotte poste in essere da appartenenti o da ex appartenenti agli organismi di informazione e sicurezza“. In sostanza, l’inchiesta riguarderebbe la condotta di Mancini. A renderlo noto è il presidente del Comitato Raffaele Volpi. Come da regolamento, è l’ufficio ispettivo del Dis che può svolgere, “autorizzato dal presidente del Consiglio dei ministri, inchieste interne su specifici episodi e comportamenti verificatisi nell’ambito dei servizi di informazione per la sicurezza”.

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L’audizione dell’ormai ex capo del Dis Vecchione (sostituito dalla Belloni)

Intanto, come è noto, il premier Draghi ha sostituito il prefetto Vecchione con Elisabetta Belloni, ex segretario generale della Farnesina. Una nomina arrivata a 48 ore dell’audizione di Vecchione al Copasir, proprio in merito all’incontro tra Renzi e Mancini. L’ormai ex direttore generale del Dis avrebbe detto di non essere stato informato da Mancini di quel colloquio con l’ex premier, e che un obbligo specifico non c’era. Una vicenda che non è piaciuta al sottosegretario delegato ai Servizi Franco Gabrielli. L’ex capo della polizia infatti ha richiamato i direttori del Dis, dell’Aise e dell’Aisi al principio che gli appartenenti all’intelligence possono incontrare parlamentari, giornalisti, magistrati e altre categorie “sensibili” solo per motivi di servizio e con la preventiva autorizzazione del vertice dell’agenzia a cui appartengono.

Ludovica Colli

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