Roma, 13 ott – Sono passate poche ore dall’elezione di Ignazio La Russa alla presidenza del Senato della Repubblica. Una giornata che passerà agli annali per la rapidità e soprattutto la schiacciante vittoria di Fratelli d’Italia a Palazzo Madama: con 116 voti e senza quelli di Forza Italia, l’ex ministro della difesa andrà ad occupare la seconda carica dello Stato.

La Russa ecumenico

“Congratulazioni a La Russa, un patriota” – ha commentato quasi subito la leader di FdI Giorgia Meloni. Il discorso d’insediamento è un capolavoro di cerchiobottismo, a tratti ecumenico: il neo-presidente ringrazia e saluta tutti (belli e brutti verrebbe da dire) senza mancare di un omaggio floreale alla senatrice Liliana Segre che lui stesso elegge come presidente morale del Senato. La Russa non passa mai all’attacco e si limita a rimarcare la volontà politica di essere super partes e presidente di tutti, nel ruolo istituzionale che gli è stato affidato. Passa però con molta attenzione sui fili spinati gettati dal sermone della Segre in apertura dei lavori, in cui la senatrice ha sottolineato (guarda caso) l’importanza delle date del 25 aprile e del 2 giugno. “Ho voluto omaggiare, non pro forma ma dal cuore, portare fiori alla senatrice a vita Segre che ha parlato di tre date alle quali non voglio fuggire: il 25 aprile, il primo maggio e il 2 giugno. Io vorrei aggiungere la data di nascita del Regno d’Italia che prima o poi dovrà assurgere a festa nazionale. Queste date tutte insieme vanno celebrate da tutti perchè solo un’Italia coesa e unita è la migliore precondizione per affrontare ogni emergenza e criticità“. Uno scattino quindi verso l’ambizione storica della pacificazione. Ambizione che traspare anche da alcuni passaggi commoventi sui caduti italiani in Afghanistan, poi sui “caduti di tutte le guerre” e infine un passaggio significativo in cui ricordando la stagione politica degli anni di piombo il presidente del Senato ha fatto il nome di Sergio Ramelli (militante del Fronte della Gioventù ucciso nel 1975)insieme a quello di Lorenzo Iannucci e Fausto Tinelli (militanti del Leoncavallo uccisi nel 1978) chiosando con un emblematico: “Mi inchino anche davanti alle loro memorie”. Il discorso ha toccato anche la guerra in Ucraina, in cui si ribadisce il totale appoggio dell’Italia ai “patrioti ucraini” e che lancia un appello profondamente condivisibile: “Nessuna pace senza giustizia”; poi l’Europa, verso cui La Russa auspica un potenziamento su temi alti e non quelli “di secondo piano”, e verso il quale nutre la speranza di un ritorno alla concezione di comunità.

Aria di pace?

“Anche in questa legislatura ci si aspetta e si parlerà di riforme. Non dobbiamo favoleggiare il ‘tutto e subito’, ma soprattutto non bisogna temerle. Bisogna provare a realizzarle insieme. E al Senato può spettare il via alla necessità di aggiornare – non la prima parte che è intangibile – ma quella parte della Costituzione che dia più capacità di dare risposte ai cittadini e di appartenere alla volontà del popolo”. Ha aggiunto poi di credere “che il Senato possa farlo, in vari modi: l’importante ci sia volontà politica di realizzarle queste riforme”. Un appello quindi alla responsabilità – come sempre in questi casi – che non lascia spazio a possibili critiche. Un discorso perfetto dal punto di vista istituzionale, nulla di rivoluzionario, ma che lascia alcune perplessità: in primis su quell’”intangibilità” della Costituzione che invece andrebbe impugnata e rivista, in secundis su quel necessario e sempre doveroso inchino alle entità morali e memoriali che dettano condizioni e che la pacificazione non l’hanno mai cercata, voluta e costruita. Vedremo chi avrà volontà di rispondere presente quando ci sarà l’occasione…

Sergio Filacchioni

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6 Commenti

  1. È da 80 anni che la sinistra… comunisti ANPI e adesso anche gli arcobaleno e simili mettono zizzania e beghe e danno la colpa agli altri… Vediamo se è la volta buona

  2. Nessuna guerra con la giustizia… “caro” La Russa dalla memoria plastica, salta beghe alla grande come sempre, senza avversare mai chi si definisce scorrettamente unica e sola vittima.
    Meno male che quella carica è per lui come una copertina… ovvero il requiem di una carriera senz’altro importante ma niente di più.

  3. Dopo anni di insulti quello che sta accadendo è una soddisfazione enorme, penso che La Russa in questo momento sia la figura giusta , deve soltanto tirar fuori le palle, ma penso che non ci deluderà

  4. Dopo pochi minuti del discorso e l’esaltazione di Napolitano(favorevolissimo all guerra in Libia che ci ha rovinato), di el papa(pro LGBT), del 25 Aprile(data della nostra servitu’ definitiva con patti tuttora nascosti e delle stragi dei partigiani comunisti) etc,etc,etc ho subito interrotto l’ascolto.

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