Roma, 13 ott – Si eleggono oggi i presidenti di Camera e Senato, ma è una semplice formalità istituzionale, perché la maggioranza di centrodestra ha già trovato l’accordo sui nomi: il leghista Riccardo Molinari guiderà la Camera e Ignazio La Russa sarà presidente del Senato. Stamani Fratelli d’Italia, tramite Francesco Lollobrigida, ha reso noto che sul nome di La Russa “c’è una maggioranza”. Un’intesa raggiunta nella notte tra i leader di FdI, Lega e Fi, agevolata da Roberto Calderoli. “Nell’interesse del Paese faccio volentieri un passo indietro”. Il veterano leghista ha ribadito inoltre che sul Senato “c’è l’accordo” e “il nome è quello di La Russa”. Non emergono dunque particolari malumori, frettolosamente ventilati da alcuni giornali. Il primo “ostacolo”, trovare la quadra per le due Camere, salvo clamorosi colpi di scena il centrodestra lo ha superato. E ci mancherebbe altro, verrebbe da dire, perché impantanarsi subito su due nomi sarebbe stato un clamoroso boomerang.

La Russa presidente del Senato fa impazzire la sinistra

Formalità istituzionali, dicevamo. Non ci sarebbe molto altro da segnalare, perché da prassi la coalizione che si accinge a governare, su mandato dei cittadini italiani, sceglie i presidenti di Camera e Senato. Due cariche importanti, ma non così dirimenti per il futuro della nostra nazione, non trattandosi di ministeri chiave. Eppure la sinistra riesce comunque a polemizzare e scatenare bufere social, tanto per agitare il solito spauracchio: il fascismo. Date un occhiata ai cinguettii su Twitter e alle sparate su Facebook, è tutto un tintinnar deliri sui busti del Duce, la marcia su Roma, il ritorno delle camicie nere, i treni in orario (quelli non mancano mai nel soporifero battutometro antifà). Come mai? Al netto dello stucchevole giochino riproposto dalla sinistra a ogni piè sospinto, cioè ogniqualvolta perde le elezioni, la temibile baionetta che riassume questa evocatio sarebbe rappresentata proprio da La Russa. Si scatenino pure, tirino fuori qualche “me ne vado dall’Italia”, “ora è il momento della Resistenza” e amenità varie, puntualmente disattese. In fondo, siamo alla pagliacciata condita da stoltizia.

Una scelta opportuna

Basterebbe controllare il curriculm politico di Ignazio La Russa per posare il fiasco ed evitare sciocchi commenti. Parlamentare di lunghissimo corso dai tempi del Movimento Sociale, già presidente di Alleanza Nazionale, tra i fondatori di Fratelli d’Italia, ex ministro della Difesa, ex vicepresidente della Camera dei Deputati e infine, nell’ultima legislatura, vicepresidente del Senato della Repubblica. Già, anche con Conte (prima) e con Draghi (poi) alla guida del governo, La Russa ha ricoperto un’alta carica istituzionale, presiedendo varie sedute al Senato. Convergere adesso sul suo nome è quindi una decisione semplicemente opportuna, perché si affida la seconda carica dello Stato a chi conosce bene i ferri del mestiere, senza ripartire da zero. Prassi, tempistiche, rapporti parlamentari, con tutta evidenza La Russa li mastica da tempo. Al massimo, alle prime bischerate in Aula, partorite da qualche senatore tarantolato, lascerà correre mettendosi a leggere la rosea Gazzetta. Smorzare, per non dar peso ai deliri. A volte serve anche quello.

Eugenio Palazzini

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5 Commenti

  1. Ma lasciate perdere la sinistra, del resto cosa avrebbe fatto se avesse vinto le elezioni lei ? Avrebbe semplicemente sepolto il centrodestra; e allora fate finta che nemmeno esista, tanto la sua fine è dietro l’angolo.

  2. stiamo parlando dello stesso coglione che ha messo i maró a fare la guardia su una nave privata?? corte marziale altro che presidenza del senato!!!

  3. ah,la sinistra strilla?
    ma se quando erano al governo loro hanno fatto man bassa di tutto quello su cui sono riusciti a mettere le mani….

    però per essere chiari,
    VA BENE COSI’:
    bisogna fare come in america,dove
    quando una parte politica vince,PRENDE TUTTO…
    comprese le varie commissioni,presidenze,organi di controllo,forze dell’ordine,
    vigilanze,copasir ecc

    perchè non esiste che tu devi governare e hai la quinta colonna dell’opposizione in casa che rema contro:
    l’opposizione si faccia PALESEMENTE in parlamento,e NON disapplicando norme governative o facendo ostruzionismo o sabotaggio nel paese,come si fa sempre in italia:
    è ora di finirla con questa storia……

    e quando c’è un governo (non importa di che colore sia)
    esso DEVE essere messo nelle condizioni di poter GOVERNARE pienamente,
    e la valutazione dei suoi meriti o sbagli,deve essere fatta SOLO nelle urne,
    dai cittadini:
    attraverso una legge elettorale NON di parte
    sottoposta a referendum e SCELTA tra tre o quattro diverse,
    e poi blindata in costituzione:
    BASTA leggi elettorali messe in piedi dal governo di turno….
    esclusivamente per far perdere gli avversari:
    è una cosa schifosa.

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