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Raggi polizza RomeoRoma, 3 feb – E’ una Virginia Raggi evidentemente provata da più di otto ore di interrogatorio, quella che ai giornalisti che le chiedono chiarimenti rispetto alla polizza da 30 mila euro stipulata in suo favore dal suo ex capo di segreteria Salvatore Romeo, risponde “della polizza stipulata per me da Romeo ho appreso questa sera. Sono sconvolta“. Proprio ieri un’inchiesta dell’Espresso aveva rivelato come il fedelissimo della Raggi nel gennaio scorso, avesse intestato all’allora consigliera, una polizza vita da 30 mila euro, cambiando il beneficiario a investimenti già precedentemente sottoscritti da anni.

Oltre alla futura “sindaca”, altri attivisti dei 5 Stelle divennero intestatari delle polizze stipulate da Romeo, per un totale di 100 mila euro. Guarda caso proprio in quel periodo la Raggi era impegnata nelle “comunarie” grilline contro Marcello De Vito, vinte da Virginia con 1764 voti. Guarda caso poi, una volta divenuta sindaco di Roma, la Raggi nominò proprio Romeo capo della sua segreteria, garantendogli uno stipendio da 110 mila euro l’anno (poi sceso a 93 mila euro dopo intervento Anac). Tre volte tanto quello che percepiva quando era un semplice funzionario capitolino, messosi poi in aspettativa prima di essere “casualmente” riassunto dalla sua amica a cui aveva pochi mesi prima intestato una polizza.

Dunque ora gli inquirenti chiederanno conto alla Raggi, oltre che della nomina del  fratello di Raffaele Marra a capo del dipartimento Turismo per la quale è indagata per falso e abuso d’ufficio, anche dei precedenti legami economici intercorsi tra lei e l’ex capo della sua segreteria, precedenti alla nomina. Un dare e avere pericoloso, che potrebbe aprire scenari giudiziari e un baratro molto più grande per la Raggi dell’inchiesta per falso e abuso d’ufficio. Il sindaco di Roma ha descritto l’interrogatorio come “molto tranquillo, ho risposto a tutte le domande. Ho chiarito la mia posizione e vado avanti”. Mentre sulla polizza di Romeo, oltre a definirsi totalmente all’oscuro e “sconvolta”, si è limitata a un “per ora non parlo, sto organizzando una difesa”. Una difesa che la sindaca dovrà organizzare molto bene se vuole avere qualche chance di sopravvivenza politica, visto che una polizza sulla vita di solito si intesta a figure come figli, coniugi o nipoti, e la scelta di Romeo di intestarla a lei in piena lotta per le futura nomina a candidato grillino per il Campidoglio non fa che aumentare le ombre su quelle comunarie, già inquinate dal dossier fasullo che Frongia e la Raggi presentarono contro il rivale Marcello De Vito. La Lombardi disse che dietro quella “macchina del fango” si celavano le mani esperte dello stesso Marra.

Al momento in ogni caso non è chiara del tutto la natura della polizza, se fosse incassabile dalla Raggi solo all’eventuale morte di Romeo o se invece si trattasse solo di uno strumento finanziario per immobilizzare dei fondi e incassarli ad una data scadenza. In questo caso assomiglierebbe molto a una tangente. L’altra domanda è: “Ma Romeo, 51 enne senza figli e non particolarmente abbiente, ha fatto tutto da solo?” Ovvero quei soldi sono i suoi, o potrebbero essere quelli di eventuali finanziatori del “raggio magico”? Di certo per ora ci sono solo i guai giudiziari e politici di Virginia Raggi, che più passa il tempo e più sembra scavarsi la fossa. Per quanto tempo ancora Beppe Grillo sarà disposto a difendere la sua “sindaca”? Tra lotte intestine al movimento, do ut des molto strani con i fedelissimi, inchieste giudiziarie e “doni” a sua insaputa manco fosse Scajola, l’esperienza di Virginia Raggi rischia di trascinare giù tutto il movimento. Che assomiglia sempre di più al più classico dei partiti.

Davide Di Stefano

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