Roma, 26 set – Enrico Letta ha deciso di gettare la spugna: non si dimette, ma non si ricandida a segretario del Pd. E’ quanto ha annunciato poco fa, dopo la batosta elettorale rimediata. “Gli italiani hanno scelto, è stata una scelta chiara e netta: l’Italia avrà un governo di destra. E’ un giorno triste per l’Italia e per l’Europa, ci aspettano giorni duri”, ha detto Letta. Un giorno triste lo è sicuramente, ma essenzialmente per lui e per chi lo ha votato.

Letta non si ricandida. “Ora il congresso Pd”

“Nei prossimi giorni riuniremo gli organi di partito, prenderemo le opportune decisioni per accelerare un percorso che porterà a un congresso di profonda riflessione su cosa vuole essere un nuovo Pd, all’altezza di una sfida epocale davanti a una destra con un mandato forte”, ha poi detto il segretario dem, annunciando poi la sua decisione. “Assicurerò in spirito di servizio la guida del Pd nelle prossime settimane, in vista di questo congresso a cui non mi ripresenterò candidato. Spetta ad una nuova generazione rilanciare il Pd nell’interesse dell’Italia e dell’Europa”, ha dichiarato Letta.

L’affossatore della sinistra (ri)evoca il campo largo

Il segretario dem è poi tornato a evocare il “campo largo”, che non è riuscito a mettere in piedi. “I numeri dimostrano che l’unico modo per battere la destra è fare il campo largo, non è stato possibile non per nostra volontà, si sono sfilati alcuni interlocutori”, ha detto. “Se siamo arrivati al governo Meloni è per via del fatto che Conte ha fatto cadere il governo Draghi“, ma “una convergenza delle opposizioni è assolutamente necessaria e il fatto che non sarò io a gestire questa fase aiuterà. Bisogna creare nuove dinamiche”. Della serie: rivogliamo il M5S come alleato, altrimenti rischiamo l’implosione.

Sta di fatto che non ci strapperemo i capelli per l’addio di Letta, per quanto sia stato un ottimo affossatore della sinistra italiana. In questo senso sì, ci mancherà, perché la strada da lui tracciata era perfetta per far perdere ancora la sua parte politica.

Alessandro Della Guglia

Ti è piaciuto l’articolo?
Ogni riga che scriviamo è frutto dell’impegno e della passione di una testata che non ha né padrini né padroni.
Il Primato Nazionale è infatti una voce libera e indipendente. Ma libertà e indipendenza hanno un costo.
Aiutaci a proseguire il nostro lavoro attraverso un abbonamento o una donazione.

 

La tua mail per essere sempre aggiornato

2 Commenti

  1. Però fra cinque anni ritorna; non ci vorrà mica lasciare senza il suo aiuto prezioso ? Vogliamo potergli dire GRAZIE un’altra volta. Anche Giorgia è d’accordo.

Commenta