Roma, 8 dic – Lo sciopero Cgil-Uil contro la manovra spacca la sinistra, con il Pd che prende le distanze dal compagno Landini. La decisione di proclamare lo sciopero generale di otto ore per il 16 dicembre, senza la Cisl, paradossalmente fa spostare i dem sulle posizioni del sindacato centrista. Sì, perché per il Pd l’affronto è gravissimo: non si può contestare il governo Draghi, come fanno invece Cgil e Uil.

Sciopero Cgil-Uil contro la manovra, il Pd prende le distanze da Landini

“Siamo preoccupati per la tenuta sociale del Paese. Oggi serve unità, e serve anche al fronte sindacale”, dice il segretario Pd Enrico Letta. Ma ormai lo strappo è consumato e per i dem non è certo il momento di scendere in piazza contro il governo. Anzi, va a maggior ragione sostenuto. Peppe Provenzano, vicesegretario Pd, ieri ha sentito Landini e e il leader Uil Bombardieri per tentare una mediazione. “E’ irresponsabile anche solo pensare a uno sciopero generale in questa situazione – dice il senatore dem Salvatore Margiotta – spero che Landini non si assesti su questo estremismo sbagliatissimo”. L’ex ministro ed ex Cgil Valeria Fedeli condanna Landini: “Perché arriva a una decisione così distante dal bisogno che ha il Paese di classi dirigenti – tutte – capaci di costruire il confronto, senza rotture?”.

Dem in linea con la Cisl, contraria allo sciopero

Per Andrea Marcucci la protesta è “immotivata e ingiusta, e ha fatto bene la Cisl a non prestarsi a una iniziativa sindacale del tutto incomprensibile. Cgil e Uil sono ancora in tempo a ripensarci”. Inutile dire che i dem in questa fase di sostegno incondizionato all’esecutivo si sentano più vicini alla Cisl di Sbarra, che ritiene “sbagliato scioperare e radicalizzare il conflitto”.

Il governo vuole tentare di ricucire lo strappo con i sindacati

Dal canto suo, anche il governo vuole tentare di ricucire lo strappo con i sindacati. Un’ipotesi a cui si sta lavorando per scongiurare lo sciopero è quella di aumentare il fondo sul caro bollette, aggiungendo ai 2,8 miliardi già previsti altri 800 milioni. A sinistra del Pd c’è chi sottolinea che i sindacati non hanno tutti i torti. Il sottosegretario all’Economia Maria Cecilia Guerra, di Leu, ammette che “i temi del lavoro precario, delle pensioni, dell’equità fiscale, che Cgil e Uil pongono possono trovare solo in parte accoglimento nella legge di Bilancio. Ma dovranno essere oggetto di confronto tra governo e parti sociali”.

Sinistra spaccata, Leu in piazza con i sindacati

Ma a sinistra c’è chi ovviamente sta con i sindacati. Loredana De Petris, senatrice capogruppo del Misto, di Leu non ha dubbi: “Sarò con il sindacato? Sì, certo. La goccia che ha esasperato la situazione è stato lo stop in Consiglio dei ministri del contributo di solidarietà per le bollette”. Sulla stessa linea il presidente dei deputati di Leu, Federico Fornaro, che però è più coerente: “Non protesto contro il governo che sostengo”.

Cgil e Uil bocciano la manovra ma sono pronti a un confronto vero

Cgil e Uil tuttavia si dichiarano disponibili a un confronto con il governo prima dello sciopero. Ma “il confronto se ci deve essere, deve essere vero”, fanno presente. “Siamo pronti al confronto su tutto, ma ci devono essere cambiamenti molto forti”. Perché “quella del governo è una manovra socialmente ingiusta“. Bocciata sul fronte delle pensioni, del lavoro e soprattutto della (mancata) riforma fiscale. “Rimodulare le aliquote Irpef non può essere la base per una riforma fiscale, che così non è giusta e non assicura il principio della progressività: bisogna lavorare sulle detrazioni e sulla decontribuzione”, sostiene Landini.

Landini accusa la maggioranza: “Draghi bloccato dai partiti”

Il leader della Cgil poi sembra quasi difendere il premier dai partiti della maggioranza. “Draghi ha tentato di proporre un punto di mediazione con la sua maggioranza avanzando l’idea di escludere per un anno dal beneficio fiscale i redditi oltre i 75 mila euro. Su questo è stato brutalmente messo in minoranza dai partiti della sua maggioranza“, che “pensano più alle proprie bandierine elettorali che agli interessi dell’Italia”. E’ l’accusa dell’ex leader della Fiom in una intervista a Repubblica.

Sulle modalità della mobilitazione Landini spiega che saranno esentati i lavoratori del settore sanitario “perché siamo nel pieno della pandemia”. In ogni caso, precisano Cgil e Uil, “non andiamo in piazza contro le altre organizzazioni sindacali, contro la Cisl, ma per sostenere quello che tutti insieme abbiamo detto in questi mesi di mobilitazione… Il sindacato non è unico, è unitario ma ci divide la sensibilità sulle risposte”.

La palla dunque passa a Draghi: riuscirà il governo a trovare un’intesa con Cgil e Uil ed evitare lo sciopero? Certo è che a questo punto il premier non può contare sul Pd, per convincere i sindacati.

Adolfo Spezzaferro

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