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Roma, 21 ago – L’attuale ministro dell’interno Luciana Lamorgese sta probabilmente attraversando il momento maggiormente complesso dal ricevimento dell’incarico.



Lamorgese e il rave party della discordia

Infatti, anche dalla sponda politica più vicina alle sue posizioni arrivano costanti critiche per il suo operato. Ultimo avvenimento drammatico per l’immagine del ministro è stata la (non) gestione del Rave Party tenutosi in provincia di Viterbo. Situazione avulsa da ogni regola, svoltasi per giorni senza alcun intervento fermo quanto necessario da parte delle forze dell’ordine. Una nuova prova di debolezza delle istituzioni che si dimostrano “forti” con semplici lavoratori e totalmente assenti nelle situazioni a rischio.

I precedenti fallimenti

Eppure, Lamorgese non è nuova a fallimenti politici: già sulla tematica dell’immigrazione clandestina ha dato prova della sua incapacità gestionale. A maggior ragione in un momento di crisi pandemica, dove controlli sugli approdati illegalmente sarebbero ancor più necessari ed auspicabili. Pertanto, oltre a constatare l’inettitudine della figura, riteniamo utile denunciare le vere motivazioni di determinati approcci, figli di “necessità” politiche di cui la Lamorgese stessa è vittima.

L’eredità di Salvini

In primis, è da considerare l’eredità pesante trovata al Viminale, lasciata da Matteo Salvini. Eredità composta da modalità politiche divergenti da quelle del Partito Democratico e del Movimento 5stelle, principali partiti di maggioranza del Conte-bis. Anche in ragione di ciò, l’attuale ministro ha sempre incontrato l’obbligo di creare una discontinuità rispetto alle scelte del predecessore. Comportamento che le ha permesso di acquisire, data anche la provenienza tecnica e non politica, un ruolo d’equilibrio ed accordo tra i partiti dell’area liberal.

La riconferma di Lamorgese al dicastero nel governo Draghi è da leggere non certo come figlia delle competenza, piuttosto come frutto di interesse. Tuttavia, i continui scivoloni ed errori della Lamorgese rischiano di superare anche la volontà di chi ha provveduto a riconfermarla. Non è pensabile il proseguo di un andamento così inetto, nonostante la necessità di alcuni di scacciare il fantasma di Salvini dal Viminale.

Tommaso Alessandro De Filippo

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3 Commenti

  1. Ma a cosa sarebbè stata dovuta la sua riconferma nel governo Draghi se non alla sua bravura ?
    Bhe, forse mi sbaglio

  2. Il fatto che sia stata riconfermata in un ministero così importante nel governo Draghi da da pensare. Vogliono renderci la vita invivibile. A loro sta bene che i cittadini vivano nel caos totale. Vogliono gli sbarchi e adesso comincia il lavaggio del cervello per accogliere quanti più afgani riusciranno a farvi arrivare

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