Roma, 11 nov – Si sa, il M5S di Giuseppe Conte è un alleato rognoso per il Pd di Enrico Letta e ora, come se non bastasse, i 5 Stelle creano problemi pure nel Parlamento Ue, passando con i Socialisti. “Grave errore politico del Pd“, è la condanna senza appello di Carlo Calenda che annuncia il suo addio al gruppo S&D ed entra in Renew Europe. Il gruppo dove – indovinate un po’ – c’è Matteo Renzi.



M5S nei Socialisti Ue, Calenda: “Grave errore politico che tradisce mandato elettori”

“Come confermato da Enrico Letta oggi si va verso l’ingresso del M5S nel gruppo degli S&D insieme al Pd. Lo considero un grave errore politico che tradisce il mandato degli elettori alle ultime europee. Chiederò oggi stesso l’adesione al gruppo Renew Europe“. Così su Twitter Carlo Calenda, leader di Azione. “Io non sto nello stesso gruppo con Giarrusso, li considero degli incapaci, inaffidabili e poco seri“, aveva anticipato ad Oggi è un altro giorno su Rai1. Il leader di Italia Viva ovviamente è ben felice di accogliere Calenda in Renew Europe.

Renzi al lavoro per un gruppo centrista liberale (anche) in Italia

Renzi (ex Pd proprio come Calenda) ieri era a Bruxelles per incontrare gli esponenti dei partiti del gruppo centrista-liberale che vede tra gli altri il Partito dell’alleanza dei liberali e dei democratici per l’Europa (Alde) e il Partito democratico europeo (Pde), nonché il partito del presidente francese Macron. Come è noto, Renzi punta a costruire un gruppo liberale ed anti populista europeo anche in Italia. Prendendo a modello anche Macron, “che riteniamo abbia fatto molto bene in Francia e che speriamo possa essere rieletto”.

In sostanza, Calenda e Renzi stanno mettendo le basi al Parlamento europeo per il loro grande centro da contrapporre in Italia al blocco Pd-M5S-sinistra da una parte e al blocco Lega-FdI-Forza Italia dall’altra. Inutile dire quindi che la rielezione di Macron farà la differenza, anche per un appoggio di peso nella Ue al loro progetto centrista (che però ci tengono a chiamare riformista).

Letta alle prese con la rivolta nel Pd contro i 5 Stelle “socialisti”

Letta invece è alle prese con i centristi del suo Pd. Ma soprattutto con chi è in rivolta per l’ingresso dei grillini nel gruppo dei Socialisti Ue. Anche perché allo stato attuale i grillini guidati da Conte non sono né carne né pesce. “Vengono da un governo con la Lega sovranista, hanno tra le loro file anti Ue e anti euro”, si stracciano le vesti i dem di Base riformista. Ma Letta senza quel che resta dei 5 Stelle non va da nessuna parte. E quindi si trova costretto ad assecondare Conte (cioè Grillo).

Adolfo Spezzaferro

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1 commento

  1. Una mano lava l’altra, e tutte e due lavano il viso. Ora saranno in due a darsi la mano e bussare alla porta di Berlusconi. Saranno da “tenere a bada” ma comunque meglio che averli contro. Se però avessero scelto di andare uno con Salvini e uno con Meloni sarebbe stato meglio.

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