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Roma, 8 feb – Il M5S è nel caos – rischia la scissione tra chi vuole entrare nel governo Draghi e i “duri e puri” contrari all’esecutivo con tutti dentro – tanto che il reggente Crimi potrebbe non far votare la base sulla piattaforma Rousseau. I 5 Stelle sono divisi tra poltronisti disposti nuovamente a una giravolta pur di restare al governo e chi la pensa come Di Battista (che però non ha poltrone da difendere). In questo scenario, far votare la base “sì” o “no” all’ipotesi M5S nel governo Draghi è molto rischioso.

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Votare su Rousseau potrebbe essere controproducente

La spaccatura nel Movimento è anche tra i vertici e la base. Il garante Grillo, Di Maio, Crimi e lo stesso premier dimissionario Conte sono tutti intenzionati a far entrare i 5 Stelle nell’esecutivo. In tal senso, quindi, chiedere il parere degli iscritti alla piattaforma Rousseu potrebbe essere controproducente. Nel tour de force notturno dell’assemblea dei gruppi parlamentari, a cui ha partecipato anche Conte, Crimi ha fatto presente che “la possibilità del voto su Rousseau esiste”. Tuttavia, spiega il capo politico reggente, “in questo momento non abbiamo ancora il programma: aspettiamo martedì la fine delle consultazioni con Draghi, poi decideremo“. Poi, secondo quanto riportato da AdnKronos, Crimi avrebbe aggiunto: Mi auguro che chi ha chiesto il voto sulla piattaforma sia in regola con il pagamento delle quote a Rousseau…”.

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Anche gli anti-Draghi vogliono il voto online chiesto da Casaleggio

A chiedere il voto online è stato qualche giorno fa il presidente dell’associazione Rousseau Davide Casaleggio. Richiesta sottoscritta ovviamente anche da chi è contrario ad entrare nel governo Draghi. Dalla Lezzi – che ha parlato di “suicidio” politico – a Toninelli, secondo il quale non si può stare nella stessa maggioranza con Forza Italia. Anche alla Camera non mancano i grillini anti-Draghi. Ufficialmente però tutti stanno aspettando programma e composizione del governo per dare un parere definitivo. “Sono in attesa di capire come sarà composto l’esecutivo. Se ci saranno ministri di Forza Italia e Lega, è impossibile votare la fiducia”, chiarisce il senatore Mantero.

L’appello di Conte alla compattezza

Dal canto suo, il premier uscente ammette che “è comprensibile che ci siano delle perplessità“. Tuttavia, sottolinea Conte, “è il momento di guardare alle sofferenze delle persone e di cercare di concentrarsi per il bene del Paese”. Da qui il richiamo rivolto a chi non vuole che il M5S sostenga Draghi: “La compattezza è un valore in sé“. Ma il problema del voto online rimane. Seppure – come è già puntualmente accaduto con il governo gialloverde prima e con quello giallofucsia poi, i leader dovessero convincere gli iscritti a dire sì a Draghi – non è chiaro quando si voterebbe su Rousseau. Forse mercoledì, dopo le consultazioni e prima che il premier vada da Mattarella per sciogliere la riserva. Una cosa è certa, l’ex numero uno della Bce non aspetterà che i grillini votino online per salire al Colle.

Adolfo Spezzaferro

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3 Commenti

  1. Son riusciti a manipolare i voti negli USA facendo vincere BIDEN vuoi che non riescano a manipolare a proprio piacimento una PIATTAFORMA gestita in famiglia? “cioè secondo le direttive e il piacere del capofamiglia”?

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