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boldriniRoma, 5 ago – Salvini ha recentemente dato della “tarata mentale” a Laura Boldrini. Ha esagerato? Beh, di sicuro qualche fissazione da portare avanti in modo ossessivo la presidente della Camera deve avercela. Non si spiega perché, altrimenti, commemorando i 60 anni della tragedia di Marcinelle, in Belgio, che l’8 agosto del 1956 costò la vita a 136 minatori, la Boldrini abbia sentito la necessità di tirar fuori per l’ennesima volta i partigiani e gli immigrati.

“Il Parlamento appartiene ai nostri partigiani, è grazie a loro se ce l’abbiamo libero”, ha detto la presidente della Camera, Laura Boldrini, dimenticando che la componente maggioritaria della Resistenza non combatteva certo per instaurare una democrazia parlamentare (e comunque che il nostro Parlamento sia “libero” è tema di cui si potrebbe discutere a lungo). Ma soprattutto, che c’entrano i partigiani con i minatori italiani morti come topi nelle miniere del Belgio? Mistero.

Non è mancato, poi, il solito accostamento fra “migranti” di oggi ed emigrazione italiana: “Le persone che lasciano la loro terra, le loro case, la loro famiglia, la propria identità sono costrette a farlo. Non per turismo, non si fanno gite, non si fa a cuor leggero. I migranti, i rifugiati sono costretti ad andare via perché nessuno può vivere sotto i bombardamenti, nessuno può vivere con la minaccia dei tagliagole dell’Isis”. Ora, al netto di tutto ciò che sappiamo non funzionare nella retorica dei “giovani che scappano dalla guerra”, non è chiaro come la Boldrini possa tenere insieme, in uno stesso discorso, l’elogio dei partigiani che hanno “combattuto per darci la democrazia” e quello di chi per non combattere decide di emigrare. Ma insomma, se c’è la guerra bisogna combattere o fuggire? Misteri del favoloso mondo di Boldrinì.

Giorgio Nigra

3 Commenti

  1. Per informazione della Boldrini, solo la Siria è sotto bombardamento. La maggior parte dei paesi africani da dove provengono i cosiddetti migranti hanno un PIL più alto del nostro. Altro che guerra..

  2. Poveretti Signora Sboldrina, qui i migranti vengono trattati peggio dei nostri lavoratori all’estero! Qui appena arrivano vengono lavati puliti vestiti curati e dotati di smartphone per tenersi in contatto con le loro famiglie. Vendono droga sfasciano i centri di accoglienza, ci mangiano lo stato sociale. E questo costa fatica ai loro poveri negri. Vuoi mettere come i nostri emigranti viaggiavano in treno e i negroidi in barca, i nostri uomini lavoravano in miniera, dov’erano riparati dall’intemperie ed al calduccio, mentre i migranti neri, sono in mezzo alla strada al freddo ed al gelo… Siamo un popolo di ingrati!
    Grazie Sboldrina per averci ricordato anche i “partiggiani” sinonimo degli attuali tagliagole, che imperversavano in lungo ed in largo in italia a farsi la loro vendetta personale. Grazie e grazie a loro che i nostri hanno dovuto emigrare e morire come topi in un’europa pervasa da tanto comunismo. GRAZIE SENTITAMENTE per averci ricordato tutto questo.

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