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Roma, 17 giu — Matteo Salvini ha fatto sapere che chiederà al premier Mario Draghi di considerare l’opportunità di abolire l’obbligo delle mascherine all’aperto. Lo ha fatto intervenendo stamattina a Radio Anch’io. «Ne parlerò con Draghi, sarà una nostra proposta sicuramente». Puntualizza l’ex ministro dell’Interno: «Sono rimasti meno di 3 milioni di over 60 non vaccinati, penso che lasciare anche in estate con 40 gradi l’obbligo delle mascherine all’aperto non vada bene»



Salvini caldeggia lo stop alle mascherine all’aperto

Matteo Salvini si schiera a favore dell’addio all’imposizione riferendosi alle decisioni prese dagli altri governi europei riguardo l’obbligo di mascherine all’aperto. «Se tutta Europa sta andando in questa direzione, anche in realtà messe meno bene di noi, dobbiamo considerare anche noi questa opportunità», ribadisce. Oltre alla Francia, l’imposizione della mascherine all’aperto è stata eliminata in molti Länder tedeschi, con il ministro della Salute Jens Spahn che ha aperto allo stop su tutto il territorio nazionale. In Spagna il premier Pedro Sánchez ha reso noto mercoledì che «presto abbandoneremo le mascherine per strada».

Archiviare il Cts

Salvini riflette quindi sull’opportunità di archiviare il capitolo Cts. «Entro fine luglio contiamo che Figliuolo abbia assolto al suo compito in maniera egregia grazie alla collaborazione di tutte le Regioni, nessuna esclusa. Il Cts, se la situazione è sotto controllo, può rimanere in standby. Ma non è necessario che per tutto il resto della nostra esistenza ci sia il Comitato tecnico scientifico. Ripeto, guardiamo alla realtà che ci dice che i sacrifici degli italiani sono stati premiati anche se occorre ancora avere prudenza e buon senso».

Sileri frena

Sull’obbligo di mascherine all’aperto si è pronunciato, frenando, anche il vice ministro alla Salute Sileri. «Tutti gli studi ci dicono che in una situazione epidemiologica sotto controllo come in Italia la possibilità di contagio all’aperto con la metà della popolazione vaccinata almeno con la prima dose è quasi nulla», precisa in un’intervista rilasciata a Repubblica. «Ma non dobbiamo dimenticare che la mascherina resterà un accessorio da portare sempre con noi. In determinate situazioni, in fila dal gelataio o allo stadio, per non correre rischi dovremo essere pronti ad indossarla».

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Cristina Gauri

 

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

2 Commenti

  1. E ovviamente, i congiurati globalisti devono imporla anche in estate… Per “Motivi di sicurezza”; ovviamente: mica per fare sgarbo al rassista fassista omofobbbbo Salvini…

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