Roma, 30 dic – Il governo potrebbe reintrodurre l’obbligo di mascherine al chiuso? Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, lo esclude. “Siamo per consigliare, puntiamo sulla responsabilità dei cittadini. Spero non ci sia più una situazione come quella di 3 anni fa, grazie ai vaccini siamo in una situazione completamente diversa”, ha dichiarato oggi Schillaci a Oggi è un altro giorno, su Rai Uno.

Mascherine, Schillaci prova a chiarire: “Potremmo consigliarle”

“I dati ancora sono in miglioramento. Laddove assistessimo a un aumento dell’incidenza potremmo consigliare nuovamente l’uso delle mascherine al chiuso e in assembramenti, ma non siamo in questa situazione”, ha precisao il ministro. Dicendo poi che a suo avviso, a Capodanno, la mascherina “va portata se ci sono molte persone e soprattutto se ci sono persone fragili e anziani, per proteggere loro”.

Schillaci ha provato così a spiegare, in soldoni, la circolare che il ministero della Salute ha diffuso stamani. Un documento dal titolo “Interventi in atto per la gestione della circolazione del SarsCoV2 nella stagione invernale 2022-23”. Nella circolare si prevede, in caso di peggioramento della situazione epidemiologica, l’uso delle mascherine al chiuso, il lavoro domiciliare  e la riduzione delle aggregazioni di massa, nonché la ventilazione degli ambienti chiusi, l’intensificazione delle quarte dosi di vaccino anti Covid e pure un’ulteriore dose per determinate categorie a rischio.

In ogni caso, al momento il governo punta a mantenere le misure attualmente in vigore. E relativamente ali tamponi per chi arriva dalla Cina, il ministro spiega: “L’obiettivo è sequenziare i risultati dei campioni positivi per andare a verificare se nei passeggeri in arrivo dalla Cina sono presenti delle varianti del virus SarsCoV2 diverse da quelle note. Finora siamo assolutamente tranquilli perché tutti i casi campionati dimostrano che sono tutte varianti di Omicron già presenti sul nostro territorio nazionale“, ha detto ancora il ministro, sottolineando che “nei primi voli arrivati a Malpensa dalla Cina era positivo un passeggero su 2, mentre nei voli arrivati a Fiumicino la percentuale è scesa tra il 10 e il 20%”.

Alessandro Della Guglia

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