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Roma, 6 set – Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha parlato in diretta streaming al Forum Ambrosetti, l’incontro internazionale che si svolge ogni anno dal 1975 con l’intento di presentare ricerche, previsioni sullo sviluppo economico, analisi degli sviluppi scientifico-tecnologici e, più in generale, uno sguardo completo sull’economia mondiale. Al convegno prendono abitualmente parola volti noti della politica italiana ed internazionale, economisti ed intellettuali.

Tanti elogi e nessuna critica all’Ue

Sergio Mattarella, nel corso del suo intervento al Forum, oltre ad auspicare una collaborazione internazionale con la finalità di produrre un vaccino valido ed universalmente accettato, ha lodato il – presunto – cambio di rotta effettuato dall’Unione Europea nel corso della pandemia, vista dal Presidente della Repubblica come “spartiacque per la Ue che in pochi mesi ha assunto decisioni coraggiose e innovative”, mettendo così in risalto la “sua forza propulsiva, la capacità di ritrovare lo spirito dei suoi padri fondatori”.

Il suo intervento è continuato invitando il governo italiano ad elaborare un piano concreto di utilizzo dei fondi messi a disposizione dal Recovery Fund, cosicché la ritrovata – nonché apparente – unità fra gli Stati membri possa avere un vantaggio a livello economico per l’Italia. Non è mancata una menzione ai più giovani, probabili prossime vittime di un periodo decisamente poco prospero per la nostra economia, verso cui Mattarella chiede di trovare ispirazione nell’approvazione di misure che promuovano la diminuzione del debito, in concomitanza con l’aumento di posti di lavoro ed infrastrutture.

Memorandum al Presidente Mattarella

Appare quantomeno curioso che il Presidente della Repubblica associ l’augurio di prosperità ai giovani parlando di “forza propulsiva” e di un ritrovato “spirito dei padri fondatori” dell’Ue, quella stessa Unione – tale solo nel nome – che ha impiegato mesi prima di approvare una misura che prevedesse l’emissione di debito in comune fra gli Stati membri; ammettendo, anche solo per un secondo, che il Recovery Fund sia veramente utile e che non abbia tremendi retroscena nell’ambito di un’ulteriore cessione della nostra sovranità, un’unione di nazioni che possa definirsi tale anche nei fatti, avrebbe sicuramente impiegato meno tempo e sforzi per capire le necessità economiche di chi è stato colpito maggiormente dal virus, come l’Italia inizialmente. Al contrario c’è stato bisogno di mesi di teleconferenze – la cui durata è stata anche di interi giorni – per scalfire lo spesso muro di egoismo caratteristico dell’Unione Europea che conosciamo.

Sarebbe utile ricordare a Mattarella un fattore altresì importante nell’analisi della risposta europea, ossia il diritto di veto impostoci dai cosiddetti Paesi “frugali”, coloro che più hanno bacchettato il presunto vizio mediterraneo di sprecare finanziamenti pubblici: quella che i media mainstream nostrani hanno fatto apparire come la più grande risposta finanziaria di tutti in tempi, non è altro che una cessione di sovranità in perfetto stile “Troika 2.0”, dove l’Italia viene privata di ogni potere decisionale di auto-finanziamento a meno della pre-approvazione della Commissione Europea.

Giacomo Garuti

2 Commenti

  1. Ma quando usciremo fuori da sta merda di europa e cominciamo col la guerra civile volta a liberarci da vermi come mozzarella e le merde al governo non eletto

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