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Il Presidente del Consiglio SIlvio Berlusconi ospite di Atreju, con il ministro della Gioventu', Giorgia Meloni, oggi 9 settembre 2011 a Roma. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Roma, 9 giu – Non è arrivata ancora nessuna smentita da nessun big di Forza Italia all’intervista di Alessandra Mussolini al Messaggero cui la stessa così riassume il senso della propria candidatura a Roma come capolista di Forza Italia: “La mia missione, per volere di Berlusconi , era un’altra. Impedire l’accesso della Meloni al ballottaggio. E siccome siamo riusciti a tenerla fuori, altro che depressa: io sono contenta”. Si sapeva, ma sentirlo dire in modo così cristallino fa un certo effetto.

La Meloni, comunque, non si dichiara sorpresa: “E’ quello che noi abbiamo sostenuto fin dal primo giorno: l’appoggio di Berlusconi a Marchini e a una coalizione senza alcuna possibilità di vittoria, che metteva insieme Alfano e Storace, Casini e Alemanno, poteva spiegarsi solo con la volontà di ostacolare il centro destra e aiutare il PD di Renzi ad arrivare al ballottaggio. Chissà in cambio di quale cortesia”. Più duro il commento di Fabio Rampelli: “Questo ‘tentato omicidio’ toglie a Berlusconi ogni ambizione a federatore del centrodestra perché chi apre ostilità così meschine, offendendo tutti i cittadini della Capitale e tutta la gente disinteressatamente collocata a destra, diventa ‘parte’ e rinuncia a essere sintesi. Non riesco a immaginare come un signore ricco di ottant’anni, due volte capo del governo italiano e alla testa di un impero economico possa diventare così perfido, pur ammettendo che anche la nipote del Duce non fa una bella figura: tentata killer in salsa Badoglio”.

Sorvolando sull’ammiccamento all’immaginario storico fascista che lascia il tempo che trova, l’ira degli esponenti di Fratelli d’Italia è comprensibile. A Roma non c’è stata una divergenza sui programmi o sulle strategie, c’è stato un killeraggio preciso, su mandato di Berlusconi, per favorire Renzi. Una cosa grossa, insomma. Una cosa che deve avere delle conseguenze. E quali saranno? Che Berlusconi, secondo Rampelli, non potrà più fare il “federatore del centrodestra”. Come dire: hai tentato di uccidermi? Allora non sei più il mio migliore amico, ma nulla impedisce di prenderci una birra insieme ogni tanto. Tutto questo mentre al ballottaggio di Milano, Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Ncd staranno tutti insieme appassionatamente. La sproporzione tra l’offesa subita e le conseguenze paventate è assurda e risibile: se non si rompe, definitivamente, per una cosa del genere, per cosa mai si deve rompere un’alleanza politica? E infatti lo stesso Rampelli spodesta Berlusconi dal ruolo di “federatore del centrodestra”, mica mette in discussione il concetto stesso di centrodestra. E anche sul cambio di leadership ci sarebbe da ridire: chi prenderà quindi il posto del Cav? La Meloni? Salvini? Ne hanno la forza? Secondo molti analisti oggi ne hanno meno che prima delle elezioni. Insomma, se la Mussolini ha dimostrato una volta di più che la sua dimensione riguarda l’avanspettacolo anziché la politica, i ben più “centrati” Rampelli e Meloni non ne escono meglio.

PS: lo sfogo di Rampelli finisce citando “l’allegra compagnia di sfascisti” che avrebbe sabotato la Meloni: “Chi con Monti e chi con Alba dorata, chi con Renzi e chi con Alfano, non è importante la compagnia, né dove andare, ma condividere il delitto”. D’accordo per gli amici di Monti, Renzi e Alfano, ma che c’entra Alba Dorata? Nessun movimento italiano ha rapporti con il partito greco. Nessuno a parte CasaPound. Rampelli voleva quindi il voto del movimento di via Napoleone III? Anche questa, nel suo piccolo, è una notizia.

Adriano Scianca

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4 Commenti

  1. La Mussolini stava bene a fare i calendari erotici, ma ora la vedo ancora meglio, vista la sua provocante maturità, in un bel film porno di extreme anal penetration.

  2. La simpatia di Scianna per casapound appannaggio la tenuta del ragionamento svolto. La Meloni e FDI hanno già dichiarato che il vecchio cen tr o destra è irrimediabilmente defunto e non più proponibile. Libero scianca di non crederci ma i fatti parlano di una rottura profonda. L’importante, in ogni caso, è proporre idee e programmi ben precisi e poi ci si può allegare elettorali ente cos’altroforze, senza ddivenire il tappetino ininfluente.

  3. Due cose non ho capito della Meloni: 1) come cazzo le è venuto in mente di proporre la candidatura di Rita Dalla Chiesa, a cosa può essere dovuta questa brillante trovata; 2) cosa pensa di tirar fuori da un alleanza con quel cialtrone politicamente inetto di Berlusconi.
    Ho sempre provato simpatia per lei, ma la sua occasione di governo l’ha già avuta: risultati zero.
    Quanto alla Mussolini sono daccordo con Milo: amplesso anale con immigrato nigeriano, così uniamo anche il sacro col profano e diamo un’ultima consistente possibilità di successo ad una politicante fallita. Del resto, il suo povero nonno ha già avuto ben altro, a causa sua, per rivoltarsi nella tomba.

  4. Non mi frega niente della Meloni, ma la Mussolini è, come si dice a Napoli, una vaiassa, ignorante, volgare, presuntuosa e pure serva, indegna del nome che porta. Sarebbe bene che pensasse al marito che si scopava le mignotte minorenni e abbassasse un po’ la cresta.

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