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Roma, 27 gen – La vittoria di Stefano Bonaccini in Emilia Romagna ha ridato un po’ di ossigeno al Pd, che spera così di aver arginato l’ondata sovranista e di aver puntellato la traballante situazione del governo. Questa lettura, ovviamente di parte e poco aderente alla realtà, lascia però numerosi nodi irrisolti. Ed è proprio su questi che punta il dito Giorgia Meloni. «Mi chiedo se sia normale una Nazione in cui abbiamo un governo in cui la principale forza parlamentare [il M5S, ndr] non esiste di fatto nel Paese», ha affermato la leader di Fratelli d’Italia. «Non lo considero così normale – ha proseguito – ma penso che stia al presidente Mattarella valutare se questo Parlamento e il governo che rappresenta sia capace di esprimere il sentimento nazionale o non sia il caso di sciogliere questo Parlamento e di andare a libere elezioni».

«Non esistono più roccaforti»

La Meloni si concentra poi sui risultati di ieri: «In Emilia Romagna abbiamo corso per vincere. Non ce l’abbiamo fatta ma penso si debba essere molto soddisfatti del risultato del centrodestra. La vittoria sarebbe stata qualcosa di epocale ma anche aver tenuto tutti col fiato sospeso segna la fine di un’epoca. Ogni territorio è espugnabile. Bisogna battersi perché tutto è contendibile e non esistono più le roccaforti». Poi la leader di Fdi attacca frontalmente l’interpretazione di comodo del Pd: «Francamente non credo ci sia molto da festeggiare da parte della sinistra. Il centrodestra ha vinto in otto regioni su nove, se poi la sinistra riesce a tenere una sua regione storica, non credo ci sia da esultare. È come se in una partita di calcio, fai un goal dopo averne presi otto».

La Meloni si gode la crescita di Fdi

Non manca infine la nota lieta della crescita del suo partito: «Fdi è il vero vincitore di queste elezioni, è l’unico partito che cresce in Emilia Romagna e in Calabria​. Abbiamo fatto tutti un gran lavoro, pancia a terra, sia Salvini sia noi. Si può fare sempre meglio anche per migliorare il gioco di squadra, ma non c’è niente da recriminare. Siamo una coalizione compatta», ha rivendicato con orgoglio la Meloni. Che poi esulta per la netta affermazione di Jole Santelli in Calabria. «Sarà per tutto il centrodestra una sfida cambiare il destino della Regione. Sono molto contenta di questo risultato: c’è un Sud che chiede di essere messo nella condizione di mostrare il suo valore. Noi continueremo ad essere presenti».

Elena Sempione

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