Roma, 1 giugno – Stavano svolgendo un volantinaggio informativo gli otto ragazzi che oggi sono stati denunciati dalla Questura di Milano per “Manifestazione non autorizzata” con tanto di convocazione ed avviso orale. Quella che sembra essere una semplice esagerazione nasconde però una ritorsione politica, perché i ragazzi sono del Blocco Studentesco – movimento giovanile di CasaPound Italia – e le misure sono arrivate dopo l’intervento davanti alla scuola di un gruppo di antifascisti.

Volantinaggio vietato?

Il volantinaggio ovviamente non era stato vietato da nessuna autorità, dato che di volantini si parla e non di sommosse, ma nonostante i ragazzi stessero liberamente fuori dal Liceo Alessandro Manzoni, “Il 14 maggio scorso, verso le otto di mattina – riporta il responsabile lombardo del movimento –  si sono presentati in assetto ‘pesante’ una decina di universitari antifascisti, tutti di età superiore ai vent’anni, per minacciare con la forza sia i nostri ragazzi che gli studenti presenti”. “Una decina di ragazzi bardati hanno quindi tentato di toglierci con la forza la nostra agibilità politica – continua – e non ci vergogniamo di dire che questi soggetti sono stati prontamente rispediti al mittente, con tanto di fuga vigliacca degli stessi. Chi pensa di poterci spaventare o minacciare deve avere chiaro che noi non ci faremo mai togliere gli spazi con la forza, e che troveranno sempre la risposta adeguata”. Parole nette e senza tanti giri di parole. Il fatto ha però attirato l’attenzione delle forze dell’ordine e della Digos che giunta sul posto ha pensato di identificare i soli membri del Blocco Studentesco.

Le denunce

“Alla fine – conclude la nota rilasciata dal movimento – è intervenuta la Digos di Milano ed oggi sono state notificate ad otto dei nostri ragazzi denunce gravissime per ‘manifestazione non autorizzata’, nonostante si stesse svolgendo soltanto un volantinaggio, con tanto di convocazione ed avviso orale. Denunce aggravate dal pregiudizio politico della Questura di Milano che ha voluto spiccare queste misure giustificandole con il rischio da noi causato (secondo loro) andando a volantinare in una scuola in cui sono presenti collettivi di sinistra, come a dire – nero su bianco – che non si può fare politica lì dove ci sono gli antifascisti”. Una ritorsione che ha il sapore di malefatta politica, proprio nella città di Beppe Sala, contro un movimento che fa volontarismo ed associazionismo da anni dentro le scuole, senza i padrini e i padroni dei partiti di maggioranza. L’ennesima prepotenza dell’antifascismo coccolato, finanziato e protetto dal Partito Democratico contro movimenti d’opposizione. L’ennesimo allarme – dopo il divieto al corteo di Casapound Italia di sabato scorso – che dovrebbe far capire ancor di più la deriva repressiva che sta assumendo questo Governo e far preoccupare tutti coloro che non si trovano allineati sulle decisioni dei liquidatori.

Sergio Filacchioni

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