Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 3 ott – Un ministro dell’Istruzione del governo italiano che manda alla scuola inglese il proprio figlio? Ebbene sì, è successo anche questo. Il grillino Lorenzo Fioramonti, evidentemente non pago dei suoi orrendi vecchi post pubblicati su Facebook, ha deciso pure di far frequentare al figlio un istituto scolastico inglese e quando si è trattato di scegliere se fargli fare il test di italiano ha risposto con un secco: no, grazie. Libertà di scelta? Ognuno può optare per l’educazione che preferisce per i propri figli? Non proprio, soprattutto se poi questo qualcuno viene nominato ministro dell’Istruzione, in Italia non in Gran Bretagna.

Merendine e inglese

La notizia, rimbalzata per giorni su alcune chat social, è stata rilanciata oggi dall’Andkronos che ha intervistato la vicepreside della scuola in questione. “La storia del test del figlio del ministro è la seguente: in prima e seconda elementare i bambini, il 30-40% dei quali sono stranieri, fanno il programma esclusivamente in inglese. L’ora di italiano scatta, solo per chi vuole, a partire dalla terza. Non facciamo gli esami di italiano in sede, ma in un’altra struttura e l’anno scorso Fioramonti, che non era ministro (per l’esattezza era viceministro all’Istruzione, ndr) – ha dichiarato la dirigente scolastica – insieme alla moglie straniera ha scelto di non far fare il test in italiano al figlio perché preferiva si concentrasse sull’inglese. Il bimbo, venendo dal Sudafrica, non parla bene l’italiano. Oggi quel bambino frequenta un’altra scuola”.

Tutto confermato dunque, al di là dell’accurata spiegazione della vicepreside, l’allora viceministro e attuale ministro dell’Istruzione ha scelto di non far fare l’esame di italiano al figlio, perché suvvia, meglio di gran lunga l’inglese. L’esponente pentastellato è così riuscito a distinguersi non soltanto per le offese social e la voglia di tassare le merendine, ha voluto pure evitare al figlio l’arduo studio della materia chiave in qualunque scuola: la lingua italiana. Tax on snacks.

Eugenio Palazzini

La tua mail per essere sempre aggiornato

2 Commenti

  1. Ma no dai, non ce la faccio più, ma i 5Stelle i ministri dove se li vanno a prendere, ma non esiste, Toninelli, la Trenta, Fioramonti…e i sindaci come la Raggi?

  2. Cose del genere mi ricordano casi paradossali come quello di una tal ministra del lavoro che delocalizzava la fabbrichetta in Romania, o una ministra dell’istruzione con la 3a media…

Commenta