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Mughini: “Ripugnante chiedere le dimissioni di De Angelis, ecco perché”. Appunti per una pavida destra di governo

by La Redazione
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Roma, 7 ago – “Questo è l’aspetto più ripugnante della lotta politica tra partiti. Trovo intollerabile che quando qualcuno dice una cosa non conforme alla massa, si chiedano le sue dimissioni”. Parola di Giampiero Mughini, noto giornalista e scrittore di certo da sempre di sinistra, ma al contempo spirito critico e libero. Interpellato da Il Tempo sul post social di Marcello De Angelis e sulle conseguenti surreali polemiche generate. Mughini afferma senza indugio che sulla strage di Bologna ancora vi sono molti punti oscuri e che quindi è più che legittimo esprimere un’opinione diversa da quella imposta dal “dogma” dominante. Sì, a differenza della gran parte degli esponenti della destra di governo, al solito privi di coraggio, coerenza necessaria e capacità di smarcarsi dalla gogna mediatica, Mughini non si fa trascinare nel delirio di accuse nei confronti di De Angelis.

Mughini su De Angelis ha ragione e mostra coraggio. La destra di governo prenda appunti

“Io non sono uno ‘specialista’ di questa orribile vicenda, quindi non ne parlo e non ne scrivo, ma conosco molto bene i due (Mambro e Fioravanti, ndr) e mi risulta davvero difficile pensarli colpevoli. Una strage priva di connotazioni ideologiche, soprattutto un attentato troppo lontano dall’ideologia che loro portavano avanti”, dice il giornalista.
D’altronde, come fatto notare da Il Tempo, a nutrire più di un dubbio sulle sentenze di colpevolezza sono state diverse personalità, molte delle quali di sinistra. “Sì, siamo un pugno di persone, con storie e provenienze diverse, che non si sono mai convinte che quei ‘farabuttelli’, che hanno confessato e pagato per i loro crimini, siano i responsabili di quell’atroce attentato. Tra questi cito Andrea Colombo, storico giornalista de Il Manifesto, Gianni Minoli, Liliana Cavani e Furio Colombo”. Non sono i soli, ovviamente, ma è bene ricordare ai novelli smemorati, che per anni su autori e mandanti della strage di Bologna in tanti hanno chiesto di indagare ulteriormente perché la ricostruzione ufficiale non è affatto cristallina.

“Non voglio dare lezioni a nessuno, ma pretendo anche che nessuno ne dia a me. Noi tutti abbiamo il diritto di non essere convinti di quella sentenza. Su Bologna poi troppe questioni sono rimaste aperte”, dice Mughini. “Ne cito una per tutte: i resti dell’ottantaseiesima vittima, rimasta ancora senza nome”, prosegue il giornalista. Poi, relativamente a Marcello De Angelis, precisa che a suo avviso è del tutto intollerabile chiederne le dimissioni. “Guardi, questo è l’aspetto più ripugnante della lotta politica tra partiti. Trovo intollerabile che quando qualcuno dice una cosa non conforme alla massa, si chiedano le sue dimissioni”. Parlamentari ed esponenti della destra di governo prendano appunti, evitando di farsi schiacciare, al solito, dalle pressioni mediatiche di chi strumentalizza qualsiasi vicenda pur di attaccare l’avversario politico.

Alessandro Della Guglia

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