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Roma, 13 dic – La longa manus della criminalità organizzata calabrese sembra essere arrivata anche in Valle d’Aosta. Il presidente della Regione, Antonio Fosson, è infatti indagato per scambio elettorale politico mafioso nell’ambito di un’inchiesta condotta dalla Dda di Torino riguardante il condizionamento delle elezioni regionali del 2018. A condizionare il voto sarebbe stata proprio la ‘ndrangheta e oltre a Fosson, stando a quanto riferito dall’Ansa, sono finiti sul registro degli indagati, accusati dello stesso reato, anche alcuni consiglieri regionali e assessori della Valle D’Aosta. A ricevere un avviso di garanzia nelle scorse settimane sarebbero stati gli assessori regionali Laurent Viérin (Turismo e Beni Culturali), già presidente della Regione, e Stefano Borrello (Opere Pubbliche), oltre al consigliere regionale Luca Bianchi.

L’inchiesta è coordinata dal pm Valerio Longi, con l’indagine svolta dai Carabinieri di Aosta.
Secondo quanto emerso dalle indagini, i boss della malavita calabrese avrebbero dettato la linea politica della regione.  Inoltre, stando a quanto riferito dal pm Valerio Longi “il sodalizio mafioso di matrice ‘ndranghetista capeggiato dai fratelli Marco e Roberto Di Donato è riuscito a influenzare le elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale della Valle d’Aosta del 20 maggio 2018. Infatti è riuscito a condizionare le scelte elettorali di una parte degli elettori al fine di soddisfare gli interessi o le esigenze del sodalizio“.

Un “anziano signore”

Nelle carte dell’indagine si legge che il presidente della regione sarebbe stato influenzato da un “anziano pensionato”. Infatti, secondo il pm, “Antonio Fosson saluta Giuseppe Petullà chiamandolo sempre ‘capo’ e sembra incredibile che un semplice anziano pensionato di origine calabrese possa influenzare, anzi dettare, la linea politica di un ex senatore della Repubblica italiana e assessore regionale come Antonio Fosson”. L’anziano pensionato sarebbe in realtà un “soggetto vicino ad esponenti del ‘locale’ di Aosta quali Antonio Raso e Marco Di Donato”.

Fosson contro la toponomastica fascista

L’ex senatore Fosson è alla guida della Valle d’Aosta con una coalizione di partiti autonomisti dal 10 dicembre 2018, quando è stata sfiduciata l’allora presidente leghista della regione Nicoletta Spelgattia. Lo scorso febbraio Fosson prese la decisione di togliere i toponimi fascisti dai documenti d’identità.

Alessandro Della Guglia

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