Roma, 12 gen – “Nessuno da sinistra può mettere veti su Berlusconi“: così Matteo Salvini difende la possibile candidatura del leader di Forza Italia al Quirinale e avverte Enrico Letta. “Berlusconi ha fatto tre volte il presidente del Consiglio, è conosciuto a livello internazionale, nessuno da sinistra può mettere veti a priori. Bisogna aspettare che lui dica cosa vuol fare – fa presente il leader della Lega -, sciolga le riserve, ha tutto il titolo e il merito di proporsi e il centrodestra sarà unito e compatto“. Salvini poi guarda al post elezione del presidente della Repubblica e lancia un “governo dei leader“, un rimpasto. Ipotesi a cui apre il segretario del Pd, a patto però che si tolga di mezzo Berlusconi dalla corsa al Colle.

Quirinale, Salvini avverte Letta: “Nessuno può mettere veti su Berlusconi”

Ospite a Porta a Porta, Salvini sulla battaglia per il Quirinale ha le idee chiare: “Vorrei offrire agli italiani una scelta veloce e rapida. Con un centrodestra compatto, che dopo 30 anni ha la possibilità di fare una scelta culturalmente diversa, ma che unisca, sia di alto profilo”. Poi si rivolge al leader dem. “Sbaglia Letta che dice ‘se c’è tizio non mi siedo’. Il Pd in passato propose Prodi, elesse Napolitano, Mattarella che hanno svolto egregiamente il loro ruolo. Io penso che altrettanto egregiamente l’area liberale, moderata, sovranista, identitaria, possa esprimere la stessa scelta“, sottolinea il leader della Lega.

Il leader della Lega preferisce che Draghi resti a Palazzo Chigi

Per quanto riguarda l’eventuale elezione del premier Mario Draghi come successore di Mattarella, Salvini chiarisce: “Io escludo Draghi dalla corsa? Molti italiani, me compreso, pensano che debba continuare a svolgere un ruolo di garanzia. Se togli il tassello più importante di questo governo non so come ne usciamo”, fa presente. Ma il vero nodo, per il leader della Lega, resta la candidatura di Berlusconi. Ecco perché, come la Meloni, aspetta che sia ufficiale prima di sbilanciarsi. Certo è che se il Cav decide di scendere in campo, il centrodestra dovrà sostenerlo in modo compatto. Così come è altrettanto certo che se Berlusconi optasse per fare il king maker, visto che stavolta le carte per il Colle le dà il centrodestra, per Salvini sarà complicato mettere bocca. Ecco perché prova almeno ad avere un ruolo per il dopo.

La soluzione per tutti sarebbe un Mattarella bis

Sullo sfondo resta quella che a tanti appare l’unica soluzione del risiko del Quirinale: un Mattarella bis. Ipotesi che vede il no di Salvini. Ma che permetterebbe a Draghi di restare a Palazzo Chigi, dove tutti vogliono che resti. “Credo che si debba chiedere al Parlamento di votare un presidente come Mattarella”, ha detto ieri Letta ospite a DiMartedì, disegnando l’identikit del successore. “Oppure Mattarella”, lo ha incalzato Giovanni Floris. “Sarebbe il massimo, ovviamente“, la replica del leader dem. Ecco, appunto.

Adolfo Spezzaferro

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2 Commenti

  1. Illuso…Borghi,Bagnai e soprattutto Rinaldi,ma non solo loro,non voteranno mai l’evasore ‘costituzionalizzato’ da sentenza,il sostenitore del ppe e dell’europa che conosciamo e che ci sta comprando senza colpo ferire…e se ci fosse ancora il ‘camerata’ Gianluca Buonanno,che il destino maledetto ha portato via in quel 2016,ti sputerebbe in faccia vedendo la tua mano scrivere il nome di colui che x salvare se stesso dalla galera,tramite suoi ascari in qualsiasi modo pagati,fece scrivere na legge che ogni anno,non essendo mai stata riformata d’allora,’prescrive’ decine e decine di migliaia di processi,e mandando a casa perfino pedofili abusatori di ragazzi indifesi.

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