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Roma, 1° feb – Mentre sono ancora in corso le trattative per il nuovo governo giallofucsia, Silvio Berlusconi ha deciso di smarcarsi dagli ingombranti alleati del centrodestra e di giocare su più tavoli. La sua posizione è chiara: niente Conte ter, niente elezioni; ci serve un bel governo di unità nazionale. «L’Italia in questo momento drammatico avrebbe bisogno di un governo di alto profilo, con tutte le forze migliori del Paese, mettendo da parte i conflitti e gli interessi di parte», ha dichiarato l’ex Cav in un’intervista al Corriere della Sera.



Berlusconi, il battitore libero

Come tutti sanno, sia Salvini sia soprattutto la Meloni hanno escluso grandi ammucchiate, indicando nel voto anticipato la via maestra da seguire. Ma Berlusconi, che dalle elezioni avrebbe solo da perdere (rispetto alle Politiche del 2018 i suoi consensi si sono dimezzati), da quell’orecchio non ci vuole sentire. E tira fuori le unghie: «Nessuno in Forza Italia – e sottolineo “nessuno” – si fa dettare la linea da altri che non siano la nostra coscienza, i nostri valori, la nostra storia, l’impegno assunto con gli elettori. In un grande partito liberale ovviamente si discute, per fortuna ci sono sensibilità diverse, ma c’è un assoluto accordo sulla linea responsabile che abbiamo mantenuto in questi mesi e continuiamo a mantenere in questa crisi, guardando al Paese vero e ai suoi drammi e non ai giochi del teatrino della politica».

Il Patto del Nazareno 2.0

Ovviamente, la «linea responsabile» evocata Berlusconi è quella che porta dritti dritti a un governo di unità nazionale. Una sorta di Patto del Nazareno 2.0. Tuttavia, l’ipotesi «governissimo» non è tanto osteggiata da Salvini e Meloni, quanto piuttosto dai giallofucsia: «Ho proposto più volte in questi mesi [il governo di larghe intese] di fronte all’aggravarsi dell’emergenza, quella sanitaria e quella economica. E lo abbiamo anche dimostrato in Parlamento», afferma l’ex Cav. «Purtroppo – aggiunge – la risposta dei partiti della sinistra è quella di provare a ogni costo a rimettere insieme i pezzi di una maggioranza che ha fallito e che non è stata in grado di dare una risposta adeguata all’emergenza. Di fronte a questo il tema non è certo il rapporto con i nostri alleati».

Elena Sempione

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