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Roma, 1 feb – Mentre i partiti della maggioranza giallofucsia stanno contrattando sul programma di governo (scritto, come chiesto da Renzi), si scatena il totoministri, proprio alla luce delle richieste di Italia Viva (è l’ora della Boschi). Non è un mistero che per rientrare nell’alleanza di governo, i renziani chiedano poltrone e di peso. Non è però altrettanto evidente quali ministeri il Pd e soprattutto il M5S saranno disposti a cedere in cambio di una maggioranza stabile al Senato. In tutto questo poi resta ancora da capire chi sarà premier. Il Conte ter non è affatto scontato, visto che Renzi non ha posto veti ma neanche steso tappeti rossi all’ex avvocato del popolo oggi strenuo difensore della sua poltrona. Cerchiamo dunque di fare una media rispetto ai nomi che circolano nei vari retroscena per capire quali saranno le new entry (a scapito soprattutto dei 5 Stelle) nel prossimo esecutivo giallofucsia.

Totoministri: Renzi vuole due poltrone tra Economia, Istruzione, Infrastrutture e Lavoro

A quanto pare, Renzi nelle consultazioni con il presidente della Camera Fico – incaricato di un mandato esplorativo giusto il tempo necessario per far trovare la quadra ai giallofucsia – avrebbe chiesto almeno due ministeri (visto che peraltro due ne aveva, prima della crisi da lui scatenata). Stavolta però il leader di Iv punta alto, chiedendo due poltrone tra Economia, Istruzione, Infrastrutture e Lavoro. Posto che Gualtieri dall’Economia non schioda perché “ce lo chiede l’Europa” (oltre che Confindustria) e perché in sostanza il Mef non può andare “a un partito che ha il 2%”, Renzi potrebbe spuntarla sulle Infrastrutture, spacchettate dai Trasporti.

Maria Elena Boschi sarà ministro, ma non sappiamo ancora di quale dicastero

E per questo ministero chiave, soprattutto quando saranno sbloccate le grandi opere, il nome più gettonato è quello di Maria Elena Boschi (invero uno dei nomi che più circolano in generale, ma la cosa non sorprende nessuno). E’ davvero difficile che la Boschi riesca a prendere il posto di Gualtieri (per i motivi di cui sopra). Per cui resta da capire dove sarà piazzata. Renzi dal canto suo preferisce ancora una volta restare con le mani libere e quindi pare non ambisca ad alcuna poltrona.

Italia Viva chiede la testa della Azzolina e di Bonafede

L’altro dicastero da liberare è di certo quello dell’Istruzione: Iv chiede la rimozione della Azzolina da tempo. In tal senso appare prioritario che il ministro cambi, a prescindere dalle bandierine di partito. Altro ministero nel mirino di Renzi è senz’altro quello della Giustizia: Bonafede è un altro dei grillini più a rischio. Anche perché il suo giustizialismo non piace neanche al Pd. Tra i sostituti possibili ci sono Sabino Cassese, giudice emerito della Corte Costituzionale, l’ex presidente della Consulta Marta Cartabia ma anche il dem Andrea Orlando (già Guardasigilli con Renzi e Gentiloni). Tuttavia, almeno secondo il Corriere della Sera, il nome in pole position sarebbe quello di Paola Severino, già ministro della Giustizia nel governo Monti.

I dem pronti a piazzare anche Delrio e Bettini

Ma nel totoministri non è soltanto Renzi a voler battere cassa. I dem giustamente vogliono avere maggior peso nel prossimo esecutivo. Ecco perché si fanno i nomi, oltre a quello di Orlando, di Delrio ai Trasporti e di Bettini, come sottosegretario alla presidenza del Consiglio. I 5 Stelle invece perderebbero, oltre a Bonafede e la Azzolina, anche la Catalfo al Lavoro. Al contempo però potrebbe entrare nella squadra di governo Di Battista. Per il leader dei grillini “duri e puri” ci sarebbero l’Innovazione o l’Ambiente. L’importante è che in cambio della poltrona non spacchi il Movimento.

Europeisti: a Tabacci il ministero della Famiglia

Come dimenticare poi gli Europeisti. La “quarta gamba” nata zoppa al Senato reclama un ministero. Tra i papabili spicca Bruno Tabacci, che andrebbe alla Famiglia. Infine, resta da capire chi sarà premier: Conte per la terza volta? Un dem, tipo – tanto per fare un esempio – Franceschini? Una cosa è certa, se dovesse nascere il Conte ter, il premier stavolta sarà molto depotenziato, per volontà condivisa di dem e renziani. Con buona pace dei 5 Stelle, che pur di restare al governo sono disposti a tutto.

Adolfo Spezzaferro

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