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Roma, 31 ago – “I no vax che contraggono il Covid e finiscono nelle terapie intensive degli ospedali del Lazio dovranno pagare i ricoveri“: è l’ultima follia dell’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato. In una intervista al Messaggero, D’Amato si dice convinto che “queste persone che rifiutano la vaccinazione, mettendo a rischio la libertà altrui, devono assumersi la responsabilità fino in fondo delle proprie scelte e delle proprie azioni“.



D’Amato: “I no vax si devono pagare la terapia intensiva”

Non è una provocazione, quella dell’assessore regionale. “Ci stiamo lavorando”, assicura D’Amato, il quale forse ritiene possibile obbligare qualcuno a pagarsi un servizio sanitario pubblico perché non vaccinato, quando non vi è l’obbligo di vaccino. “Ci sono dei modelli a cui, ad esempio, facciamo riferimento – spiega l’assessore – e sono quelli della Lombardia dove un tempo veniva spedito a casa del paziente, prima ricoverato e poi dimesso, una sorta di memorandum su quanto la sua degenza fosse costata all’ente regionale”. Ma se in quel caso “non si chiedeva un centesimo con i no vax siamo intenzionati ad andare oltre”.

L’assessore dichiara guerra ai non vaccinati con il ricatto economico

Le assurde intenzioni di D’Amato si spiegherebbero perché nonostante l’altissimo numero di vaccinati nel Lazio c’è ancora una sacca di resistenza di over 50 che l’assessore intende sgominare con il ricatto economico. Insomma, non felice dei 4 milioni di residenti vaccinati con entrambe le dosi, D’Amato vuole far pesare a chi non intende vaccinarsi quanto costa la terapia intensiva, minacciando di accollargli le spese. E snocciola pure le cifre. “Giornalmente ogni ricovero in terapia intensiva costa circa 1.500 euro – spiega – per degenze medie non inferiori ai 17 giorni“. “L’aspetto più difficile da accettare – afferma convinto D’Amato – è che queste persone no vax nel momento esatto in cui finiscono ricoverate si rendono conto del dramma e del pericolo che stanno correndo e tutti si pentono di non essersi vaccinati”. Insomma, una sorta di redenzione in punto di morte: la butta sul mistico-religioso l’assessore.

Ma quanti sono i “nemici giurati” di D’Amato, che non a caso parla di posizioni ideologiche dei no vax. Ebbene, nel Lazio, secondo l’ultimo report della cabina nazionale che monitora settimanalmente l’andamento delle vaccinazioni, ci sono 250.152 residenti tra i 50 e i 79 anni che ancora non hanno prenotato il vaccino. E se mai dovessero finire in terapia intensiva per il Covid, D’Amato vorrebbe che pagassero di tasca loro migliaia di euro. Il prezzo dell’ideologia, secondo l’assessore.

“Escludiamo i non vaccinati da tutto”. La follia di politici e istituzioni

Ormai è evidente – come nel caso del governatore toscano Giani che vuole tappare in casa i no vax, escludendoli dal consesso civile – che politici e istituzioni stiano loro per primi facendone una questione ideologica. A tal proposito, come non citare la follia di chi propone di escludere i non vaccinati dal Sistema sanitario nazionale. Già, anche noi – per rimanere sul pezzo, come si dice – parliamo di no vax, concetto fin troppo chiaro a tutti. Ma, ripetiamo, il vaccino non è ancora obbligatorio. Quindi dare del no vax a chi sceglie di non vaccinarsi è quanto meno improprio. Mettiamoci poi che per tutti i fan della puntura no vax equivale quasi a criminale e il gioco è fatto.

Adolfo Spezzaferro

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6 Commenti

  1. Quindi per questo idiota, io devo pagare le tasse per chi è vaccinato, positivo e untore delle varianti, mentre le tasse che pago non devono essere utilizzate per curarmi. Immagino che è stato educato da qualche capo mafia.

  2. Come certi falsi preti: prima scaricano la propria colpa, quindi la instillano e poi passano alla tentata questua in attesa della entrata in chiesa a pagamento. Da tempo ci costringono verso una Sanità sempre più forzata e costosa, in carenza sia di prevenzione vera che di conoscenza delle cause e delle vie patologiche. I 120 anni per tutti di berlusconiana memoria gli hanno dato alla testa…

  3. Invce, secondo me, sono i vaccinati a dover pagare le spese delle terapie intensive, dovendo assumersi la responsabilità, fino in fondo, del fallimento della loro scelta, che di per se ha avuto già un costo per la collettività, salvo a rivalersi sullo stato.

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