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nogarin livornoLivorno, 7 mag – Non si spegne il caso Aamps, la municipalizzata del comune di Livorno il cui sciopero, verso la fine dell’anno scorso, aveva fatto precipitare la città nell’emergenza rifiuti. All’origine delle problematiche la malagestione della società che il sindaco del M5S, Filippo Nogarin, non è riuscito in quasi due anni di mandato a raddrizzare, adottando al contrario decisioni spesso contraddittorie e non risolutive.

Troppi i debiti, troppe le incrostature dovute ad anni di controllo esclusivo prima del Pci, poi dei Ds e poi del Pd, da sempre al governo dell’amministrazione dal dopoguerra ad oggi. Tant’è che Nogarin sembrava voler optare per la soluzione più drastica: ricorso al tribunale concordato in continuità, salvaguardando i posti di lavoro (forse). Ed è proprio in merito a questa scelta che, stamane, il sindaco ha ricevuto un avviso di garanzia: “Come già avevo previsto in questi giorni, stamattina ho ricevuto un avviso di garanzia legato alla richiesta di concordato per l’Aamps di Livorno del tutto identico a quello dell’assessore Lemmetti”, scrive lo stesso primo cittadino sulla sua pagina facebook. “È evidente – continua – che ci siano ancora indagini in corso, tra l’altro promosse da noi stessi, visto che siamo stati noi a portare i libri in tribunale chiedendo ai magistrati di passarle ai raggi X. Speriamo di poter accedere agli atti il prima possibile per capire la condotta che ci viene contestata”. Qualora dovessero emergere responsabilità da parte dei cinque stelle livornesi, spiega, “sono pronto a dimettermi”.

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Le accuse della procura di Livorno riguardano l’ipotesi di reato di bancarotta fraudolenta, in specie in relazione – ma è ancora da chiarire bene il perimetro di quanto i magistrati contestano a Nogarin e al suo assessore – alla stabilizzazione di 33 precari della municipalizzata: mossa quanto meno azzardata, dato che l’azienda – già in crisi – non sembrava in grado di procedere a nuove assunzioni. Da qui l’aggravante della bancarotta, da semplice appunto a fraudolenta. Fra gli indagati non solo Nogarin e Lemmetti, ma anche un’altra decina di persone della precedenza dirigenza della municipalizzata a cui vengono contestati i reati di malversazione ai danni dello Stato, abuso d’ufficio e false fatturazioni.

I giornata, il leader dei cinque stelle Beppe Grillo ha chiamato Nogarin confermandogli la fiducia del movimento. Si scatena invece la polemica dall’altra parte della barricata: il Pd di Livorno, in una nota, spiega che “non utilizzerà l’equivalenza “avviso di garanzia” uguale “condanna”, agitandola come clava politica, atteggiamento questo proprio da sempre del M5S. Cionondimeno questa vicenda si presta come spunto per ribadire da parte nostra con forza l’inadeguatezza di un Sindaco e della sua giunta totalmente incapaci di amministrare la città”. Si prepara una sfida a colpi di chi colleziona più indagati?

Nicola Mattei

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