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“Noi con Giorgia Meloni non c’entriamo niente”. Pure la Lega guarda al centro (affollatissimo)

by Adolfo Spezzaferro
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lega centro

Roma, 2 feb – “Noi con Giorgia Meloni non c’entriamo niente“: Matteo Salvini serra le file della Lega e punta dritto verso il centro. Al consiglio federale di ieri il leader del Carroccio ha inaugurato una nuova fase, si fa per dire. Occasione propizia per i governatori leghisti, che ripartono alla carica: “Noi siamo quelli delle autonomie, non la destra”. Ma ora la musica cambia, come riporta uno dei presenti. “Da questo momento non può più passare il concetto di un Matteo che decide da solo con altri che storcono la bocca dietro le quinte. È l’ora dell’assunzione di responsabilità per tutti, governatori e dirigenti”. Niente più divisioni tra governisti e leghisti della prima ora.

Salvini: “Noi con Giorgia Meloni non c’entriamo niente”. La Lega guarda al centro

Dal canto suo, l’economista del Carroccio Alberto Bagnai è scettico: “Ma siete proprio sicuri che i voti li troveremo al centro?“. Sondaggi alla mano, la Lega è in calo. Swg la dà al 17,5% delle intenzioni di voto. Pesa la battaglia per il Quirinale, ritenuta una sconfitta per il centrodestra tutto e per l’operato di Salvini in particolare. I voti persi sono andati a FdI? E’ probabile. La Lega può puntare ai voti di centro? Non è automatico. Anche perché dopo le manovre per il Colle il centro appare affollatissimo. In ogni caso, a sentire il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti il nodo chiave è la legge elettorale. “Dovremo vigilare perché non tentino il blitz per un sistema proporzionale. Ma dal governo, evitarlo sarà più facile”, assicura.

Il segretario del Carroccio rivendica l’operazione Mattarella bis

Per quanto riguarda i mal di pancia dopo il voto per il Mattarella bis, Salvini ottiene piena fiducia dai suoi. “Mandato al segretario di lavorare per creare, allargare e potenziare un’alleanza alternativa alla sinistra”. Così recita una stringata nota diramata dal consiglio federale della Lega. Il segretario rivendica le sue mosse nella partita per il Colle. “Sono orgoglioso perché il movimento della Lega è stato il più compatto” al voto per il Quirinale. Certo, lo stesso potrebbe dire FdI, che in modo altrettanto compatto non ha votato per il bis del capo dello Stato. “Sono contento di essere colui che ha messo fine alle ipocrisie dicendo: ‘Piuttosto che andare avanti con i no reciproci chiediamo un sacrificio a Mattarella’, e lo rivendico”.

“Il centrodestra si ricostruisce, non c’è problema”

Circa la fine del centrodestra, dopo lo strappo con FdI sulla rielezione di Mattarella, Salvini mostra sicurezza: “Il centrodestra si ricostruisce, non c’è problema. Io lavoro per andare oltre, per raccogliere e andare oltre”. Ma nel nuovo progetto, quel contenitore sul modello del Partito Repubblicano Usa, potrà esserci anche FdI? “Io lavoro per unire, non dico mai di no a nessuno”, lascia la porta aperta Salvini. Poi “ognuno fa le sue scelte, ma io non uso aggettivi che altri usano per me”. Parole piccate contro la Meloni.

La Meloni boccia il progetto: “Alleanze e federazioni del tutto innaturali pur di sopravvivere”

La leader di FdI in effetti dopo aver condannato senza appello le mosse leghiste per il Colle ha già bocciato il progetto di Salvini. “L’Italia affonda nella crisi economica, le famiglie e le imprese sono in ginocchio e le nostre coste sono prese d’assalto dall’immigrazione clandestina – fa presente -. Ma i partiti che sostengono questo governo sono impegnati a dar vita ad alleanze e federazioni del tutto innaturali pur di sopravvivere. Per quanto tempo ancora avranno intenzione di tenere in piedi questo spettacolo indecoroso?”. “Il potere del popolo – assicura la Meloni – è più forte delle alchimie di Palazzo. Ridiamo la parola al popolo italiano che in democrazia è sovrano”.

Stop anche da Forza Italia: “Non si fanno fusioni a freddo”

Il progetto di federazione proposto dalla Lega sembra non interessare neanche Forza Italia. “Non si fanno fusioni a freddo”, taglia corto Antonio Tajani. Il coordinatore di FI fa presente che i due partiti sono divisi a livello di Parlamento Ue. “Impensabile un centrodestra che non sia fortemente ancorato alle istituzioni Ue, l’area popolare è quella che consente di governare dopo aver vinto le elezioni”, sottolinea Tajani. Insomma, la Lega prima deve entrare nel Ppe, poi si vedrà. In ogni caso, il centro lo costruisce FI e non il Carroccio.

Insomma, la campagna elettorale è iniziata e allo stato attuale la coalizione di centrodestra non esiste più.

Adolfo Spezzaferro

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8 comments

Sergio Pacillo 2 Febbraio 2022 - 9:08

Non intendo difendere Salvini, ma mi sconvolge questa Lega, che prona a Draghi, se la piglia con lui perché decide da solo.

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Arturo 2 Febbraio 2022 - 11:45

Vale più una merda di cane(che almeno concima) che un moderato di questi tempi.

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C'era una volta la Lega sovranista e antisistema, Salvini guarda al centro: "Con la destra di Meloni non c'entriamo nulla" - Rassegne Italia 2 Febbraio 2022 - 12:11

[…] Continua a leggere su Il Primato Nazionale Precedente […]

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Salvini non si è mai ripreso dal Papeete. E la “Lega moderata” è un fallimento annunciato 2 Febbraio 2022 - 12:28

[…] “Noi con Giorgia Meloni non c’entriamo niente”. Pure la Lega guarda… […]

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Loscuro 2 Febbraio 2022 - 2:35 Reply
Salvini ha perso completamente il senno. La “Lega moderata” è un fallimento annunciato. La caduta di un leader - Rassegne Italia 2 Febbraio 2022 - 3:13

[…] altrimenti la svolta moderata della Lega, che ha raggiunto il suo culmine con il «capitano» che dà dell’«estremista» a Giorgia Meloni. Questa posizione è molto interessante. Non tanto per il suo contenuto, che è […]

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Peppino coppola 2 Febbraio 2022 - 9:14

Ora parlano anche di proporzionale accettabile per loro. Perché quando si comincia a vendersi poi fermarsi è difficile.

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Lappola 3 Febbraio 2022 - 9:35

Ma SI, stai al centro !!! Ti sarà più facile ballare, tanto i tuoi voti trasmigrano, hanno già cominciato. Quando sarai seghetario di un partitino come quelli di Toti, Lupi, Cesa, ti prostrerai anche tu davanti all’eccelso che ormai ha un piede di là .

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