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Roma, 12 ago – “Noi non siamo lavoratori dipendenti, non siamo subordinati. Noi siamo rappresentanti del popolo, siamo politici. Non siamo l’ultima categoria di metalmeccanici”. Così il deputato pugliese di  Sinistra Italiana Arcangelo Sannicandro è intervenuto in aula il 3 agosto scorso, nella discussione per l’approvazione del consuntivo della Camera per l’anno finanziario 2015 e il progetto di bilancio per il 2016. Il parlamentare del gruppo che riunisce Sel e i transfughi della sinistra del Pd faceva riferimento all’ordine del giorno presentato dal gruppo parlamentare del Movimento 5 stelle che prevedeva il taglio dello stipendio dei parlamentari a 5000 euro lordi mensili (circa 3500 netti).



Come il più snob dei notabili della destra storica ottocentesca, il politico (ex?) comunista non ci sta a declassare il suo ruolo istituzionale al rango degli umili operai metalmeccanici che, seguendo la pura teoria delle dottrine politiche classiche, dovrebbe in realtà rappresentare. In realtà non ci sbalordisce più di tanto visto che, rimanendo sempre in tema di teorie politiche, la sinistra da quando ha abbracciato la stantia (e grimaldello della borghesia, per dirla come Marx) lotta per i diritti a tutti, per tutti e su tutto in campo sociale e da quando è divenuta il più efficiente alfiere del liberismo in campo economico, ha dimenticato le lotte per i diritti dei lavoratori. Cose che capitano quando la lotta di classe si trasforma in invidia di classe. Non ci si stupisca più di tanto poi, se i lavoratori del nord Italia votano Lega Nord; se le classi sociali meno abbienti in Francia votano Front National o se in Grecia Alba Dorata fa en plein tra gli agricoltori e gli artigiani.

Black Brain

https://www.youtube.com/watch?v=owhWtyCX_KI

Aurelio Pagani

 

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