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Andrea Nulli CasaPound sindaco TodiTodi, 7 giu – Servono giovani “incorruttibili e con le idee chiare, per rilanciare una città che sta morendo”. E’ un amore viscerale quello di Andrea Nulli per Todi, città in cui è nato e cresciuto e per la quale ha deciso di candidarsi come sindaco sotto le insegne di CasaPound. Nulli potrebbe rappresentare la vera sorpresa alle urne il prossimo 11 giugno giugno, visto che l’elettorato identitario e sovranista guarda con diffidenza ad un centrodestra già in odore di inciucio con il Pd e ad una Lega a cui manca assolutamente il legame con il territorio.

Qual è l’obiettivo di CasaPound per queste elezioni comunali?

Puntiamo ad entrare in consiglio comunale. A Todi c’è bisogno di CasaPound, del nostro lavoro sul territorio che va avanti da 8 anni, dell’aiuto che diamo alle famiglie in difficoltà, del nostro volontariato ma anche delle nostre proposte. Noi siamo incorruttibili e una volta in consiglio vigileremo sugli inciuci e gli accordi sottobanco. La nostra unica volontà è quella di rilanciare una città morta da anni. 

Ritieni che a Todi ci sia aria di inciucio tra centrodestra e Pd?

E’ una voce che gira tra gli addetti ai lavori, un piccolo assaggio del patto del Nazareno. Ora vanno divisi al voto ma non escludo che puntino a governare insieme la città. La candidatura di Ruggiano fatta in fretta e furia ad un mese dalle elezioni, che di fatto ha spaccato il centrodestra, spostandolo al centro e facendo fuori la Lega, è una mossa che potrebbe favorire un ipotetico accordo. 

Quali sono le vostre priorità per Todi?

Spesso mi domandano cosa fare per prima cosa se fossi eletto sindaco di Todi. Abolirei immediatamente il Todi Festival, che al momento è solo uno spreco di soldi. Servono manifestazioni tutto l’anno, manifestazioni di popolo e non radical chic. Ci siamo fatti rubare il campionato mondiale di mongolfiere che per anni si è svolto a Todi, e poi si potrebbe dare vita ad un carnevale medievale e a mercatini legati alle nostre tradizioni, alla nostra identità. Todi deve lavorare tutto l’anno e non solo nei due mesi estivi. Il turismo è una priorità così come lo sono altrettanto le nostre frazioni, ben 37, da sempre abbandonate. Puntiamo alla creazione di una consulta delle frazioni, dove tutte siano rappresentate e che permetta una maggiore partecipazione alla vita pubblica dei cittadini e la possibilità di affrontare nel dettaglio i problemi delle frazioni.

Esiste un problema legato all’immigrazione in un centro come Todi?

E’ una questione da non sottovalutare, visto che voci di corridoio parlano di un centro di accoglienza che il Pd vorrebbe aprire. Domani a tal proposito manifesteremo, per ribadire che con CasaPound non ci sarà mai nessun centro di accoglienza sul territorio tuderte. Anche se il nostro è un piccolo centro abbiamo già visto i problemi causati dall’immigrazione, come dimostrano le segnalazioni che ci sono giunte dai cittadini, magari nelle zone più popolari come Torresquadrata, dove la convivenza tra residenti e immigrati è difficile. Per non parlare delle case popolari, che vanno date prima agli italiani, ai tuderti in difficoltà e non come avviene ora agli immigrati. Per noi prima gli italiani non è solo uno slogan, ma molto di più. Parole d’ordine abusate da partiti come la Lega Nord, che non ha legami sul territorio di Todi e che punta solo all’immagine televisiva di Salvini, visto che hanno candidato un sindaco che sono trent’anni che abita fuori Todi e non può conoscere le esigenze dei cittadini. A Todi l’unica alternativa al Pd si chiama CasaPound. 

a cura di Davide Romano

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