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Roma, 30 lug – “Mi fate un regalo”. Così Matteo Salvini nell’Aula del Senato si rivolge alla maggioranza giallofucsia che vuole mandarlo a processo per il caso Open Arms. Oggi si vota l’autorizzazione a procedere contro il leader della Lega per “sequestro di persona” e altri capi di accusa in merito ai fatti dell’agosto 2019, quando l’allora ministro dell’Interno, in linea con la politica dei porti chiusi negò lo sbarco ai clandestini a bordo della nave Ong spagnola Open Arms. Dopo l’annuncio di Matteo Renzi che Italia Viva voterà sì, per Salvini il processo è praticamente certo. Ma il leader della Lega si mostra sereno e anzi dice che questo “processo politico” contro di lui non farà che rafforzarlo. I fatti dimostrano che l’ex titolare del Viminale agì di concerto con il governo gialloverde e che l’allora premier Giuseppe Conte era perfettamente  a conoscenza di quanto stesse avvenendo: “Era perfettamente complice di un reato che non esisteva“. Fatto peraltro ammesso anche da Renzi, che però sostiene che Salvini “non agì per l’interesse pubblico”.

“Lega garantista non a parole ma con i fatti”

Salvini affronterà il processo a testa alta, senza paura. Anzi si dice orgoglioso di appartenere a quell’Italia che mantiene la schiena dritta e di aver difeso i confini della nazione. Fa presente che alle idee politiche si contrappongono altre idee e non i giudici, che i politici sono giudicati dal popolo, alle urne, e non nelle aule dei tribunali. A tal proposito il leader della Lega precisa che quando toccherà a qualcuno della sinistra il suo partito sarà per la libertà e le garanzie. “Non a parole – un chiaro riferimento a Renzi, che Salvini definisce un “venditore di tappeti” – ma con i fatti.

La citazione di Ezra Pound

Salvini nel suo intervento scomoda pure Ezra Pound dicendo che “se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale nulla lui” (citazione molto apprezzata da Balboni di Fratelli d’Italia). Il leader della Lega ribadisce di essere “orgoglioso di rappresentare l’Italia che non ha paura“, che sarà ben felice di andare in Sicilia per i processi, quella bellissima terra che lui ha difeso con convinzione. Mentre – è il duro attacco ai giallofucsia – “chi tifa porti aperti ha le mani sporche di sangue“, e ha fatto del “Mediterraneo una fossa comune”. “Andrò fino in fondo senza chiedere aiutini a nessuno. Noi alle idee contrapponiamo altre idee non tribunali politici, l’unico tribunale è quello del voto”, scandisce. Poi conclude con un “Viva l’Italia” tra gli applausi del centrodestra.

Adolfo Spezzaferro

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