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Roma, 21 set – “Ormai comanda Giorgetti, lascio la Lega”: l’eurodeputata Francesca Donato lancia l’allarme. “Non posso più stare in un partito che sostiene Draghi. In tanti come me, è possibile una scissione“, dice. Dopo aver anticipato il suo addio ai colleghi di partito ora la Donato lascia ufficialmente la Lega.



L’europarlamentare Francesca Donato lascia la Lega

“Dopo una lunghissima e approfondita riflessione, sono giunta alla sofferta decisione di
uscire dal partito nel quale sono stata eletta”. Così in una nota l’europarlamentare, che chiarisce che resterà nel gruppo Id. “La mia scelta è maturata dopo mesi in cui i valori in cui credo fermamente, quelli dell’uguaglianza, della libertà individuale e della dignità umana, sono stati sempre più calpestati dai provvedimenti presi dal governo nazionale, di cui la Lega fa parte. Nonostante le rassicurazioni e le battaglie interne del nostro leader, sono passati decreti liberticidi e discriminatori che, a mio avviso, sono incompatibili con i principi fondamentali del nostro ordinamento”, spiega la Donato.


“Difenderò la minoranza degli italiani etichettati come no vax”

“Preso atto della scelta del segretario di permanere in questo governo qualunque atto esso compia, assunta anche in considerazione della volontà in tal senso prevalente dei ministri e governatori della Lega, ritengo che sia oggi un fatto di coerenza con i miei valori e di rispetto per i miei elettori ma anche per i miei colleghi di partito, fare un passo indietro e smettere di farne parte”, aggiunge l’ europarlamentare. Rispetto al suo posizionamento l’europarlamentare fa sapere che resterà membro del gruppo Identità e Democrazia al Parlamento europeo. “Ma rimarrò fuori da altre collocazioni partitiche – chiarisce – per poter svolgere nella massima indipendenza e sotto la mia personale responsabilità il mio ruolo politico in difesa della minoranza degli Italiani oggi etichettati come ‘no-vax’, gravemente discriminati e attaccati nel nostro Paese, e di tutti coloro che credono ancora nei valori della nostra Costituzione repubblicana, che pongono al centro il rispetto dei diritti umani per tutti i cittadini”.

“Salvini è in una posizione delicata, prevale la linea di Giorgetti”

In una intervista con Repubblica, la Donato spiega di aver messo al corrente il suo segretario, il quale – fa presente – “si trova in una posizione delicata. Rappresenta un partito con diverse anime, ma c’è una prevalenza della linea dei presidenti di Regione e dei ministri, capeggiati da Giorgetti, a favore delle scelte del governo Draghi. Il segretario ha cercato di dare forza a quanti, come me, giudicano che le decisioni sul green pass siano sproporzionate e inadeguate. Se è finito in minoranza? All’interno della segreteria del partito pare che sia così“, ammette. L’europarlamentare ci tiene a sottolineare che i mal di pancia sono diffusi. “Non pensate che le voci contrarie alla linea pro-governo, fra gli eletti, siano sono quelle di Borghi, Bagnai o Siri. C’è un forte dissenso interno che, laddove non sarà composto, non potrà che emergere: potrà verificarsi pure una scissione”.

“Non posso più stare in un partito che sostiene l’esecutivo Draghi”

“Non mi trovo più a mio agio e tolgo tutti dall’imbarazzo”, continua la Donato. “Io credo nella libertà individuale e nel principio di autodeterminazione delle scelte sulla salute. Principi inderogabili che questo governo sta violando. Non posso più stare in un partito che sostiene l’esecutivo Draghi“. Sentimento condiviso e diffuso. “Una componente della nostra base si fida del partito senza se e senza ma, c’è magari chi ritiene pure corretto il percorso intrapreso, ma una grossa fetta di persone non apprezza affatto questa Lega di lotta che si adegua al governo”. Quello che stiamo scrivendo da giorni ormai è un dato di fatto: il Salvini nelle piazze guida la Lega di lotta, Giorgetti quella di governo. Se sta bene al leader, figuriamoci al ministro dello Sviluppo economico.

Adolfo Spezzaferro



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4 Commenti

  1. L’ho sempre visto come un traditore giorgetti e non mi sbagliavo, era meglio se lo buttava fuori un anno fa dalla Lega , ora con i vari bonus promessi da draghi al giorgrtti la vedo dura per Salvini ma niente e’ impossibile, una buona alleanza con la Meloni scompiglierebbe sicuramente le carte oppure espelle i vari zaia e fedriga che non sono tanto diversi dal giorgetti e che si facciano un partito loro e vediamo quanto funziona il dividi e impera

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