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Milano, 6 ott – Gianluigi Paragone, escluso dal consiglio comunale per soli 54 voti, non ci sta: “La porcata non l’hanno fatta bene”. Alle elezioni di Milano “abbiamo fatto il 3% e l’abbiamo fatto in un mese, per 54 voti non siamo in consiglio comunale. Questi 54 voti ci sono, faremo il riconteggio e io entrerò in consiglio comunale“. Parola del senatore e fondatore di Italexit nonché candidato sindaco.



Paragone: “Mancano solo 54 voti, la porcata non l’hanno fatta bene”

Ai microfoni di L’Italia s’è desta su Radio Cusano Campus, Paragone punta il dito contro chi non lo avrebbe fatto entrare in consiglio a Milano. “Avevamo il 3,3%, poi man mano ha iniziato a calare fino al 2,99%. La porcata – accusa l’ex M5S – l’hanno fatta ma non l’hanno fatta neanche così bene perché se mancano soltanto 54 voti, nelle schede nulle non solo ne trovo 54 ma 254. Questa è la paura di una classe politica che è riuscita ad entrare addirittura nei seggi. E lo proveremo quando andremo a fare la conta dei voti”, assicura il senatore.

Il leader di Italexit: “Stiamo verificando: ci hanno fregato il seggio a Milano”

L’accusa di possibili brogli Paragone l’ha lanciata anche in un video su Facebook con il commento: “Stiamo verificando: ci hanno fregato il seggio a Milano. Hanno paura, la novità siamo la noi!”. Nel video il senatore se la prende anche con il capo dello Stato, che non sta garantendo la centralità del Parlamento. Ma il suo bersaglio preferito è ovviamente il M5S, “incollato come una zecca al Pd”, e che ha “tradito il mandato elettorale”. Circa i pochi voti per cui non è entrato in consiglio comunale a Milano, il leader di Italexit è convinto che il seggio gli è stato fregato, perché mancano troppi pochi voti a quel 3% che poi all’ultimo è diventato 2,99%. “Ci avranno annullato un sacco di schede valide“, è l’accusa. Paragone ricorda anche il successo alle suppletive per la Camera a Roma (4%), “dove il M5S non si è neanche presentato”.

“Il green pass è una bastardata”

Paragone – forte di un voto tutto di opinione che però paga l’assenza di una struttura – promette battaglia al di là della “porcata” milanese, puntando il dito contro il green pass. “Dal 15 succederà un casino con l’obbligo del green pass, che è una bastardata“, dice. Non a caso è anche e soprattutto ai cittadini contrari alla discriminazione della certificazione verde che il senatore si rivolge. “Abbiamo appena cominciato, è appena partita questa marcia. Alla faccia loro“, assicura.

Adolfo Spezzaferro



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2 Commenti

  1. Gianluigi, ti devo dei ringraziamenti perché sei uno dei pochi che accetta suggerimenti.

    Vorrei dartene un altro se mi permetti.

    Lascia perdere la Milano da evitare del cantastorie Sala
    https://massimosconvolto.wordpress.com/2019/02/16/eco-bufale/

    togli l’ultimo punto sulla cooperazione dal programma Italexit e sarò tutti i giorni a fare banchetti.

    Finché sembri uno dei tanti che si susseguono per evitare il dovuto naufragio di una unione inutile ed inesistente la faccia onestamente non ce la metto.

    Ho una faccia solo e non voglio perderla per 30 denari (anche se invero i parlamentari prendono un po’ di più) perché la dignità non la puoi comprare.

    Ogni nazione per sé e Dio per tutti come alle Olimpiadi.

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