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Roma, 22 gen – “Con questo Parlamento è impossibile lavorare“: il centrodestra chiede a Mattarella di intervenire per porre fine a una “minoranza di governo” che non può andare avanti con i voti dei senatori a vita e di “volenterosi” sparsi qua e là. “Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani hanno manifestato al presidente della Repubblica – a nome dell’intero centrodestra – la grande preoccupazione per la condizione dell’Italia“, si legge in un comunicato al termine dell’incontro al Quirinale.

Centrodestra spera nella “saggezza” di Mattarella

“Mentre emergenza sanitaria ed economica si abbattono su famiglie e imprese – sottolinea la nota congiunta del centrodestra -, il voto di martedì ha certificato l’inconsistenza della maggioranza. E’ convinzione del centrodestra che con questo Parlamento sia impossibile lavorare. Il centrodestra ha ribadito al presidente la fiducia nella sua saggezza“. È durato più di un’ora il colloquio tra i leader della coalizione e Mattarella. Obiettivo del centrodestra: sottolineare l’insostenibilità di un governo con una maggioranza relativa troppo risicata. Il presidente della Repubblica, dal canto suo, ha concesso al premier Conte la possibilità di provare a creare un gruppo al Senato. In caso di fallimento dell’operazione, all’ex avvocato del popolo oggi strenuo difensore della sua poltrona non resterà che dimettersi.

In caso di voto anticipato vincerebbe il centrodestra

E’ proprio lo scenario di un Conte ter con rimpastone per premiare i “volenterosi” (alias i voltagabbana) che nel caso daranno vita alla “quarta gamba” della maggioranza Pd-M5S-LeU che preoccupa sia il premier che i giallofucsia. Se Conte non ha la certezza matematica che dopo le dimissioni e il reincarico (sarebbe il terzo) da parte del capo dello Stato riuscirà a rimanere incollato alla poltrona, cresce la preoccupazione di scivolare verso il voto anticipato. Su questo fronte, anche se nel comunicato del centrodestra non compare mai la parola “elezioni”, è ovvio che tornare alle urne – sondaggi alla mano – converrebbe più a Lega-FdI-FI che ai giallofucsia, con i 5 Stelle in caduta libera.

Renzi torna alla carica: “Pronti a confrontarci nelle sedi istituzionali”

Intanto Italia Viva, che tiene sotto scacco i giallofucsia dopo aver ritirato la delegazione dal governo, torna alla carica. “Se volete confrontarvi nelle sedi istituzionali, noi ci siamo“, dice ancora una volta Matteo Renzi. Come è noto, Conte ha sbarrato la porta al leader di Iv e preferisce provare ad allargare la maggioranza senza di lui. Certo, nell’operazione centristi, l’avviso di garanzia all’ormai ex leader dell’Udc Cesa non aiuta. Anche perché i 5 Stelle hanno subito posto il veto. Prima Di Battista, poi Di Maio, il messaggio è che “mai il M5S potrà aprire un dialogo con soggetti condannati o indagati per mafia o reati gravi“.

Mercoledì 27 i giallofucsia rischiano di andare sotto al Senato

Il tempo stringe. E Conte lo sa. Mercoledì 27 gennaio si discuterà in Aula la relazione sullo stato della giustizia del ministro Alfonso Bonafede. Renzi ha già detto che Iv non la voterà. Questo significa che allo stato attuale i giallofucsia sono senza maggioranza al Senato. “Se riusciamo a consolidare e allargare i numeri avremo maggiore agio nella vita parlamentare e allora bene”, dice il dem Bettini. L’alternativa – avverte – resta il “voto”. Evocare lo spettro delle urne magari servirà al Pd ad accelerare i tempi verso il Conte ter, in cui i dem batteranno cassa per avere il giusto peso nella coalizione di governo rispetto ai 5 Stelle, che ormai hanno una maggioranza virtuale, ma nei sondaggi sono di gran lunga dietro il Pd. In tutto questo il dato politico è che il centrodestra può fare tutti gli appelli di questo mondo al Colle. Ma Mattarella ha già deciso: aspetta e spera che Conte riesca ad allargare la maggioranza.

Adolfo Spezzaferro

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