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boldrini piantoRoma, 25 nov – Che mondo sarebbe senza Laura Boldrini? Nella Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, la presidente della Camera non poteva che fare la parte del leone. Per “sensibilizzare l’opinione pubblica” sul tema, la Boldrini ha pubblicato sulla sua pagina Facebook una selezione degli insulti ricevuti, senza oscurare i nomi degli autori. Ne esce un florilegio di invettive a sfondo sessuale, molto grevi e pesanti. Questo il commento della Boldrini: “Nella giornata contro la violenza sulle donne vorrei sottoporre alla vostra attenzione un fenomeno sempre più frequente e inaccettabile: l’utilizzo nei social network di volgarità, di espressioni violente e di minacce, nella quasi totalità a sfondo sessuale. Ho selezionato e vi mostro solo alcuni messaggi tra quelli insultanti ricevuti nell’ultimo mese. Ho deciso di farlo anche a nome di quante vivono la stessa realtà ma non si sentono di renderla pubblica e la subiscono in silenzio. Ho deciso di farlo perché troppe donne rinunciano ai social pur di non sottostare a tanta violenza. Ho deciso di farlo perché chi si esprime in modo così squallido e sconcio deve essere noto e deve assumersene la responsabilità. Leggete questi commenti e ditemi: questa si può definire libertà di espressione?”.



Lo scopo del gesto è chiaro: “Se pubblico gli insulti è per dire ai gestori dei social che è anche loro responsabilità agire contro l’incitamento all’odio. Vi pare libertà di espressione? Sono contraria alla censura, ma questa violenza non ha nulla a che fare con la libertà”. In realtà il nostro ordinamento distingue già adesso tra l’ingiuria e la critica politica, ma come al solito si prende l’eccesso (ingiustificabile) per avallare provvedimenti liberticidi. E comunque, quando si suscita tanto odio, è giusto riflettere sui meccanismi del linguaggio nella rete, ma talvolta, molto più semplicemente, ci si potrebbe chiedere se per caso non si abbia dato l’impressione di portare avanti una politica sistematicamente anti-italiana e anti-popolare. Ma questa riflessione, probabilmente, la Boldrini non la farà.

Giorgio Nigra

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6 Commenti

  1. e no.
    un particolare sulla pagina FB della Boldrini; al di là che credo che lo staff che si occupa di comunicazione e social costi intorno ai novecentomila euro l’anno….commenti SENZA INSULTI però contrari al pensiero Boldriniano vengono sistematicamente cancellati in tempo reale oppure resi “fantasma” (ad esempio quando si risponde ad un suo fan estasiato opponendo tesi contraria) durante lo scroll dei vari commenti ai post;

    è evidente quindi che gli insulti vengono lasciati INTENZIONALMENTE in modo da sfruttarne poi l’effetto “vittimistico” assolutamente funzionale ai fini propagandistici:

    non a caso il post di cui sopra ha avuto 34.000 (!) condivisioni al posto delle usuali 50 – 100 o 400 massime.

    detto questo,chi insulta una donna nascosto dietro lo schermo di un PC -qualunque siano le motivazioni- è davvero un omino piccolo piccolo.

  2. Perché, forse che gli uomini non vengono insultati?
    Lo chieda a Renzi!
    Prima vogliono la parità, poi quando la ottengono (anche in surplus), mettono in risalto il loro essere il “sesso debole”, debole un paio di balle, hanno certe armi che gli uomini nemmeno se le sognano, e le sanno sfruttare anche molto bene, visto dove è arrivata lei pur difettando in intelligenza!

  3. Boldrini mangiasborra, e dopo che l’ha preso in culo fa il bocchino alla cappella che si è trastullata nel suo sfintere tutto pieno di cacca anche colla merda fino alle tonsille

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