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Roma, 20 dic – Giallofucsia spaccati sulla riforma della prescrizione, con Italia Viva sempre più isolata. Il vertice di maggioranza di ieri a Palazzo Chigi sulla giustizia si è chiuso con un mezzo accordo sulla riforma Bonafede: entrerà in vigore a gennaio senza rinvii e, solo dopo, la maggioranza discuterà su come ridurre i tempi dei processi. Il Pd chiede correttivi, ma saranno fatti in corsa senza che il provvedimento venga bloccato a fine anno. Unici a protestare quindi rimangono i parlamentari di Italia Viva, che insistono sul rinvio.



Bonafede: “Accordo di massima per rinviare la legge sulle intercettazioni”

“Di fronte alle divergenze che ci sono sulla riforma della prescrizione, l’accordo che siamo dati è che la legge entra in vigore dal 1 gennaio, mentre il 7 gennaio ci incontreremo per lavorare sulla riduzione dei tempi del processo“. Lo dice il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, aggiungendo che invece “c’è stato un accordo di massima per rinviare la legge sulle intercettazioni al 2 marzo e per una norma che modifichi il provvedimento”.

Italia Viva: “Per noi inutile rivedersi il 7 gennaio”

I renziani restano contrari. “Per Iv è inutile rivedersi il 7 gennaio, quando la prescrizione sarà già entrata in vigore. Hanno chiesto che si affrontasse il tema della prescrizione con la stessa urgenza con cui è stato affrontato quello delle intercettazioni. Se si può inserire nel dl Milleproroghe una norma sulle intercettazioni allora è possibile ottenerla anche per bloccare la decorrenza dei termini della prescrizione”, affermano i parlamentari di Italia Viva. Bonafede però non si cura dei renziani e anzi sostiene di essere “molto orgoglioso del fatto che il primo gennaio entra in vigore la riforma della prescrizione: tutti sanno quanto ci abbiamo creduto. Dal 7 ci metteremo al lavoro per ridurre i tempi dei processi”. Il ministro ha assicurato di non avere “alcuna preclusione” su questo tema. “Ho dato disponibilità a rivederci per accelerare i tempi del processo perché è questo che vogliono tutti i cittadini, tutti gli addetti ai lavori”, ha concluso il ministro pentastellato.

“Bruciata” la proposta di legge di Forza Italia

Intanto alla Camera l’ufficio di presidenza della commissione Giustizia ha stabilito l’8 gennaio come termine per la presentazione degli emendamenti alla proposta di legge Costa volta a cancellare lo stop alla prescrizione dopo il primo grado. “Peccato che la riforma entrerà in vigore sette giorni prima, il primo gennaio 2020: a quel punto ci diranno che ormai i buoi sono scappati e non sarà più possibile rimediare“, ha commentato il firmatario della proposta, il responsabile di Forza Italia per la giustizia Enrico Costa che definisce uno “scambio di doni natalizi” il via libera alla riforma Orlando e l’ok alla partenza della riforma della prescrizione senza correttivi.

Adolfo Spezzaferro

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