Romas, 11 dic – Silvio Berlusconi è il candidato per il colle, secondo Matteo Salvini, che lo ribadisce nella notizia pubblicata dall’Ansa., rispondendo a una domanda fatta ad Atreju sull’idea di un presidente della Repubblica donna.

“Presidente donna? Dipende da Berlusconi” dice Salvini

Presidente donna? A seconda delle scelte di Berlusconi, afferma Salvini: “Ma Berlusconi si chiama Silvio e non Silvia. Se Berlusconi fa scelte diverse, allora abbiamo diverse donne con i requisiti”. Il leader della Lega ha fatto questa dichiarazione proprio ad Atreju: “Berlusconi è un candidato vero. Noi del centrodestra abbiamo tanti difetti ma se diciamo una cosa, la facciamo. Il centrodestra deve avere la determinazione ad avere l’onore e l’onere di eleggere il presidente della repubblica, che non deve avere la tessera del Pd. Questo è il regalo di Natale che facciamo agli italiani. Io spero che il presidente della Repubblica possa essere scelto con la partecipazione di tutti, partendo dall’unità del centrodestra. Io mi impegnerò per coinvolgere tutti”.

Una partita ancora tutta da decidere

Stante il tentativo di spingere Silvio Berlusconi verso il Colle, Salvini e il centrodestra per il momento attendono lo svolgersi degli eventi. Un Sergio Mattarella bis è stato negato a più riprese dal diretto interessato, ma ciò nonostante l’ipotesi non sembra tramontata. Il tutto mentre il semestre bianco vira verso la fine. Lorenzo Fontana, qualche giorno fa, era stato possibilista sulla candidatura di Berlusconi e aveva ribadito l’importanza di una interlocuzione con Matteo Renzi, in quanto soggetto politico con cui costruire un’opposizione a un candidato dell’asse M5S – Pd: “Renzi è dotato di un’abilità tattica non indifferente: ha un partito piccolo, però sa che per il Quirinale i voti non si contano ma si pesano. La partita se la sta giocando al meglio, per i mezzi che ha. E’ un interlocutore con cui bisogna avere a che fare, se vogliamo centrare l’obiettivo di indicare un capo dello Stato super partes e garante di tutti. Anzi: Renzi e un’eventuale aggregazione di centro sono i più vicini a noi, dunque saranno i primi con i quali ci confronteremo”.

Alberto Celletti

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