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Roma, 30 giu – Ieri sera la tv di Stato RTVSLO ha pubblicato un’intervista al presidente della Repubblica sloveno Borut Pahor. Tanti gli argomenti trattati. Tra questi c’è un passaggio sul 13 luglio, quando a Trieste, in occasione della cerimonia per la consegna del Balkan, Pahor renderà omaggio assieme a Sergio Mattarella ai quattro terroristi fucilati a Basovizza nel 1930. Ecco il passaggio dell’intervista in questione:

Come primo Presidente sloveno, lei deporrà una corona al monumento della Foiba di Basovizza il 13 luglio. Non ha paura che l’Italia trasformi questo gesto a proprio vantaggio?

Questa è un’opportunità per tutta la Slovenia democratica e tutta l’Italia democratica di sfruttare tale gesto a proprio vantaggio. C’è molto interesse per questo evento in Europa. Come ha scritto magnificamente la senatrice Rojc nella sua lettera di incoraggiamento, con questo omaggio commemorativo alla Foiba e agli Eroi di Basovizza, le vittime antifasciste del primo processo, apriremo essenzialmente un nuovo capitolo del futuro, con il Presidente Mattarella. Non possiamo cambiare il passato, ma possiamo cambiare il futuro.

L’ammissione del presidente sloveno

Non teme che ciò possa confermare la tesi di Salvini secondo cui gli Italiani sono state vittime degli Sloveni?

No. Inoltre, non dovrebbe ignorare le critiche ricevute dal mio collega e amico Mattarella da parte dei circoli conservatori italiani, perché sarà il primo Presidente italiano a deporre una corona agli Eroi di Basovizza. Si tratta di una questione legalistica, poiché secondo le leggi italiane esistenti e attuali queste quattro vittime sono considerate di base come terroristi. E ciò non è cambiato formalmente, dal punto di vista legale. Questo gesto deve essere inteso come un atto silenzioso di riabilitazione politica dei membri del TIGR e di quei combattenti antifascisti attivi anche prima dell’inizio della seconda guerra mondiale.

Il presidente sloveno, quindi, riconosce che ancora oggi in Italia (e giustamente, ndr) i quattro fucilati di Basovizza sono considerati terroristi. Del resto, non potrebbe essere altrimenti, come abbiamo avuto modo di scrivere di recente. Quello che lascia perplessi è che Sergio Mattarella, per riprendere le parole proprio del suo omologo sloveno, sarà “il primo Presidente italiano a deporre una corona” ai quattro terroristi che nel 1930 si sono resi responsabili di numerosi attentati e della morte di Guido Neri. Si tratta, quindi, dell’ennesima conferma che questo sarà un appuntamento, quantomeno, inopportuno.

Francesco Clun

2 Commenti

  1. d’altronde Mattarella viene dal PD… da domandarsi invece se siano state solo coincidenze dovute a finestre elettorali che in 26 anni di 2° repubblica non si sia mai riusciti ad eleggere un presidente della repubblica di destra…

  2. Certamente non possono cambiare il Passato, é lí nella Storia, possono solo, come sempre tentato di fare, perché scomodo, stravolgere il racconto. Ma noi siamo qui! Le merde rimangono tali, anche se le chiami in altro modo! Per loro sono eroi quelli che colpiscono alle spalle e scappano, come quegli altri vigliacchi (poi pure decorati) che misero una coraggiosa bomba a via rasella, ben consapevoli delle conseguenze,anzi ben felici di dimostrare quanto fosse perfido l’invasor…

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