Roma, 29 dic – “Non è esattamente la conferenza stampa di un governo che ha lavorato un anno, è più una conferenza stampa di inizio mandato”. Così Giorgia Meloni ha dato il via all’odierna conferenza dopo l’approvazione della Legge di Bilancio in Senato. Una conferenza decisamente lunga (circa tre ore), in cui il primo ministro ha affrontato diversi temi tra cui il presidenzialismo e il Mes. La Meloni ha inoltre difeso La Russa dagli assurdi attacchi della sinistra dopo il post sul Movimento sociale italiano.

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Meloni: “Presidenzialismo come priorità”

“Confermo che il presidenzialismo è una mia priorità, punto a farlo entro questa legislatura. Può solo fare bene all’Italia, consente stabilità e governi frutto di indicazioni popolari chiare. Sono sempre partita dal sistema francese non perché sia il mio preferito ma quello più condiviso, penso a una riforma condivisa”, ha detto la Meloni. “Sullo strumento, bene Bicamerale se utile, altrimenti è dilatorio. Entro gennaio colloqui tra Casellati e opposizione: quindi decideremo. Non escludo iniziativa del governo, ma se è più coinvolgente nessun problema a partire dal parlamento. Vorrei fosse mia eredità”.

“Il Msi ha avuto un ruolo importante nella storia repubblicana”

“Credo che il Msi sia un partito che abbia avuto un ruolo nella storia repubblicana di traghettare verso la democrazia milioni di italiani usciti sconfitti dalla guerra. È stato un partito della destra repubblicana, ha partecipato alle elezioni del presidente della Repubblica, è stato pienamente presente nelle dinamiche democratiche, è arrivato al governo prima del congresso che lo trasformò in Alleanza nazionale” , ha detto il premier.
“Non capisco perché qualcosa di assolutamente presentabile dieci, venti, trenta anni fa, quando partecipava alle elezioni dei presidenti della Repubblica, debba essere impresentabile oggi”, ha aggiunto la Meloni.

“Non mi torna questo eterno gioco al rilancio per cui si deve sempre cancellare di più. Il Msi, per esempio, è stato un movimento sempre chiarissimo sul tema della lotta all’antisemitismo. È una comunità che ha fatto il suo percorso: oggi alcuni esponenti del governo, delle massime cariche dello Stato vengono da quell’esperienza, ci sono arrivati con un voto democratico. Vuol dire che la maggioranza degli italiani non considerava quella storia impresentabile”, ha detto infine il premier. Tuttavia, a chi poi le ha chiesto se parteciperà alle celebrazioni per il 25 aprile, a differenza di La Russa che ha glissato, la Meloni ha risposto di sì.

“No al Mes”

“Credo che sul Mes la ratifica sia secondaria: il tema è che, atteso che l’Italia non accederà mai al Mes finché io conto qualcosa, temo che nemmeno gli altri accederanno. Dopo la Grecia non è stato attivato da nessuno. Che la riforma vada in porto o meno credo che quel fondo non verrà utilizzato. Ha condizioni troppo stringenti, è un creditore privilegiato, produce problemi significativi di spendibilità dei tuoi titoli di stato, ti si alzano i tassi di interesse. Noi siamo nella posizione di tenere bloccati di decine di miliardi quando serve”, ha dichiarato il presidente del Consiglio.

Alessandro Della Guglia

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