Roma, 12 dic – Il Qatargate è un terremoto politico destinato a lasciare pesanti strascichi nelle istituzioni europee. Un’inchiesta choc che sta travolgendo in particolare la sinistra. Soldi, molti soldi, arrivati dal Paese del Golfo per parlare bene dei Mondiali, ergo mazzette per influenzare le decisioni del Parlamento europeo. Nella vasta operazione lanciata dalle autorità del Belgio, oltre ai quattro fermi nei confronti di altrettanto persone – tra cui la vicepresidente dell’Europarlamento, Eva Kaili – è stata perquisita anche la casa di Marc Tarabella. Qualcuno lo ricorderà bene, l’eurodeputato Tarabella. Italo-belga, membro del Gruppo dei Socialisti e Democratici, si era ritagliato un giorno da “star” della sinistra per essersi scagliato in Aula contro Matteo Salvini.

Quando Tarabella dava del fannullone a Salvini

“È una vergogna sentirti. Per un anno e mezzo abbiamo lavorato coi colleghi correlatori… per l’interesse delle piccole aziende, dei lavoratori… sei l’unico che non abbiamo mai visto in riunione, sei sempre in tv. È inutile dire che ‘abbiamo fatto aria’. Come puoi andare in giro dai tuoi elettori, che sei un fannullone?”, tuonò Tarabella contro il leader della Lega, allora europarlamentare. Il video con l’invettiva di Tarabella era divenuto virale sui social e ripreso con una certa enfasi da molti canali di sinistra, sempre pronti a puntare il ditino moralista contro gli avversari politici.

Peccato che all’accusatore in questione, nelle scorse ore siano stati sequestrati pc e telefonini nell’ambito dell’inchiesta sui soldi dal Qatar. Tarabella non è in stato di fermo, ma è comunque “attenzionato” e potrebbe intanto essere cacciato dal suo partito. Il suo storico assistente, Giuseppe Meroni, ha l’ufficio sotto sequestro. Lo stesso Meroni aveva lavorato con un altro indagato, Antonio Panzeri, fermato dalle autorità di Bruxelles.

L’adesione al partito di Speranza: “Lavoro, dignità, ecologia”

Nel gennaio 2021, la pagina Facebook di Articolo Uno Belgio pubblicò un video in cui Tarabella annunciava la sua iscrizioni al partito presieduto da Roberto Speranza. “Lavoro, dignità, ecologia per tutti: noi lo chiamiamo ecosocialismo“, diceva l’eurodeputato italo-belga.

Alessandro Della Guglia

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