Roma, 11 gen – Niente indennità di malattia per chi finisce in quarantena, anche se vaccinati con doppia dose. Dopo lo stop dallo scorso 31 dicembre, il governo conferma la volontà di non estendere il trattamento: chi finirà isolato lo farà a sue spese. Il no da parte dell’esecutivo è arrivato dopo le richieste dei sindacati, che chiedevano di rifinanziare la misura a carico dell’Inps. Niente da fare: da Palazzo Chigi arriva solo la proroga alla cassa integrazione Covid.

Il motivo del mancato rinnovo, neanche a dirlo, è nella lotta che il governo Draghi ha intrapreso contro i cosiddetti “no vax”. L’obiettivo, infatti, è disincentivare coloro che hanno scelto (legittimamente, non sussistendo alcun obbligo se non per chi ha più di 50 anni) di non inocularsi.

La quarantena non è più malattia. Anche per i vaccinati

Ad oggi le norme stabiliscono diversi protocolli: il principale riguarda i soggetti vaccinati, che in caso di contatto con un positivo non finiranno più in quarantena (e della malattia non avranno dunque più necessità) ma dovranno osservare dieci giorni di autosorveglianza, potendo svolgere qualsiasi attività indossando la mascherina ffp2. Analogo discorso vale anche per chi è guarito dal Covid. I giorni sono sempre 10, ma di isolamento domiciliare, per i non vaccinati.

Ma cosa si intende per “vaccinati”? Qui casca il proverbiale asino, perché sono considerati tali solo coloro che hanno ricevuto la seconda dose da non oltre quattro mesi. Per chi è stato inoculato da più tempo scatta così un altro protocollo: cinque giorni (prima erano sette) a casa, con la possibilità di essere “liberati” dall’Asl solo dopo un tampone negativo. Un po’ difficile, in quanto bivaccinati, etichettare questi soggetti come “no vax”. Tanto più che la terza dose, se pensiamo per confronto alle disposizioni sul green pass rafforzato, è prevista entro i nove mesi successivi alla seconda. Eppure, essi finiscono comunque nel tritacarne: i cinque giorni di quarantena non saranno equiparati alla malattia. Niente stipendio, niente integrazione a carico dell’Inps. A meno che non possano svolgere attività da remoto, l’unica opzione rimane quella di ricorrere a ferie o permessi.

Nicola Mattei

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2 Commenti

  1. Quindi anche sono positivo,o a contatto con un positivo ma io sto bene,vado al lavoro uguale visto che non paga nessuno…perché stare a casa non ha senso eh sì sono un no vaccinato.

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