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Roma, 28 set – Giuseppe Conte vuole smantellare Quota 100 e stravolgere il reddito di cittadinanza, ossia le due misure-bandiera – la prima della Lega e la seconda del Movimento 5 Stelle – del fu governo gialloverde. Se il Carroccio annuncia battaglia sul fronte delle pensioni (mentre la Fornero, la cui riforma è stata cancellata dalla Lega esulta, dicendo: “Usate quei soldi per la disoccupazione giovanile”), per quanto riguarda il sussidio tanto voluto dai grillini, che verrà drasticamente modificato, i 5 Stelle non battono ciglio, ancora frastornati come sono dall’ennesima mazzata alle elezioni. A conti fatti, però, salta agli occhi che il premier – d’accordo con il Pd – vuole cancellare ogni traccia dell’azione di governo della Lega.

Il premier vuole superare i limiti del Rdc, impedendo ai beneficiari di rifiutare un’offerta di lavoro

Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza, il premier vuole una soluzione che sia operativa entro sei mesi, visto che così com’è la norma varata dal suo governo quando l’alleato dei 5 Stelle era la Lega “rischia di essere una misura assistenziale senza progettualità“. Anche perché tra due giorni, il 30 settembre, arriverà lo stop per metà dei beneficiari del sussidio. Ebbene, secondo una ricostruzione del Corriere della Sera, dopo tre riunioni riservate con il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, con il ministro dell’Innovazione digitale Paola Pisano e con il presidente dell’Anpal-Agenzia nazionale delle politiche attive sul lavoro Domenico Parisi, Conte ha chiesto alla Pisano di istituire immediatamente una task force (tanto per cambiare) che si occupi di progettare e rendere operativa una struttura informatica che metta in correlazione 20 sistemi regionali diversi, con regole diverse che oggi i navigator (che avrebbero dovuto orientare i beneficiari del sussidio nel mondo del lavoro e invece sono rimasti disoccupati per mesi) sono chiamati e rispettare, in modo tale da sviluppare una app su scala nazionale, un sistema operativo che punti ad impedire ai beneficiari di rifiutare l’offerta di lavoro e mantenere il reddito. In verità, oltre al fatto che chi prende il Rdc non ha alcuna intenzione di mettersi a lavorare, un problema irrisolto – nonostante l’alto numero di “furbetti” che frodano lo Stato, compresi delinquenti e persino carcerati – è quello di controlli efficaci per impedire che il sussidio sia elargito a chi non ne ha diritto.

Quota 100 addio

Quota 100, invece, non sarà riformata ma cancellata una volta finito il suo corso. A dare l’annuncio è stato Conte al Festival dell’economia di Trento: “Quota 100 è un progetto triennale di riforma che veniva a supplire a un disagio sociale. Non è all’ordine del giorno il rinnovo di quota 100“. Per quanto riguarda il sistema previdenziale in generale, il premier annuncia che “tra le riforme che ci aspettano possiamo anche lavorare su quella delle pensioni. Dobbiamo metterci attorno a un tavolo: ad esempio fare una lista dei lavori usuranti mi sembra la prospettiva migliore. Un professore universitario vorrebbe lavorare a settant’anni, mentre in tanti lavori usuranti non possiamo prospettare una vita lavorativa così lunga. Dobbiamo avere il coraggio di differenziare”.

Renzi esulta: “E adesso dobbiamo chiedere il Mes”

L’annuncio di Conte fa esultare il leader di Italia Viva Matteo Renzi: “Aver portato a casa la cancellazione di Quota 100 è un passo in avanti, così come pure l’aver spostato l’Italia su posizioni europeiste, basta con i gilet gialli, andiamo con Macron e la Merkel, aver imposto il lavoro su Family Act e Piano Shock”. Poi l’ex premier ritorna alla carica con il prestito-trappola Ue: “Oggi abbiamo da fare un passo in più, chiedere il Mes. Dopo l’abolizione di Quota 100, i 37 miliardi per la sanità pubblica del Mes: ci arriveremo, passo dopo passo”.

Salvini: “Vogliono tornare alla Legge Fornero. La Lega non lo permetterà”

Dal canto suo, Matteo Salvini annuncia battaglia in Parlamento: “Vogliono tornare alla Legge Fornero. La Lega non lo permetterà“. Gli fa eco Claudio Durigon, già sottosegretario al Lavoro del precedente governo, annunciando che il Carroccio è pronto ad “alzare le barricate”: Quota 100 “era una misura della durata di tre anni ma poi – spiega – avevamo in mente la riforma totale delle pensioni”. Durigon difende la misura – numeri alla mano – e ribadisce che nel progetto della Lega, allo scadere dei tre anni, le pensioni sarebbero state riformate “con una formula basata su quota 41 e con l’altra vera riforma incentrata sulla separazione tra previdenza e assistenza, perché se la previdenza viene scorporata dall’assistenza mette il bilancio dell’Inps in posizione positiva”. Questi i “due argomenti di cui siamo pronti a discutere con il governo altrimenti faremo le barricate“, conclude l’ex sottosegretario.

Così Conte e il Pd cancellano ogni traccia delle leggi leghiste

Certo è che visto che su richiesta del Pd il governo giallofucsia si appresta a smantellare i decreti Sicurezza dell’ex ministro dell’Interno Salvini, Conte con l’annuncio dell’addio a Quota 100 di fatto dimostra di voler cancellare ogni traccia di quanto fatto dalla Lega al governo. E i 5 Stelle – allora alleati del Carroccio – non possono dire niente, visto che sono aggrappati alle poltrone sapendo che quando si tornerà al voto molto probabilmente non torneranno in Parlamento e men che mai a Palazzo Chigi.

Adolfo Spezzaferro

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