Roma, 12 giu – Il referendum dall’affluenza bassa, anzi bassissima, come riporta l’Ansa. Scontato il non raggiungimento del quorum necessario. E il caos di Palermo, per quanto ingiustificabile, non pare sufficiente a spiegare il flop.

Referendum, affluenza ore 12 appena al 6%

Affluenza ore 12 a poco più il 6%. Sei virgola sei, se si prendono in esame i rilievi pubblicati da RaiNews. Ma poco cambia. Il 50 + 1, fino a stasera, è praticamente impossibile. Quanto a ciò che è stato pubblicato sull’Agenzia nazionale della stampa associata, la media è leggermente più bassa (5%) con questi risultati: “In particolare, per il referendum 1 (Incandidabilità dopo condanna) l’affluenza è del 5,35% (2.734 su 7.903 comuni). Per il quesito 2 (Limitazione misure cautelari) è del 5,28% (2.599 comuni su 7.903). Quesito 3 (Separazione funzioni dei magistrati) è del 5,26% (2.598 su 7.903 comuni). Quesito 4 (Membri laici consigli giudiziari) è del 5,23% (2.589 su 7.903). Quesito 5 (Elezioni componenti togati Csm) è del 5.27% (2.565 su 7.903).”

Gli unici a vincere sono coloro che inneggiavano all’astensione

Chi vince, in questo caso, sono i soliti. Partito democratico e soci, da sempre ostili al “sì” in ciascuno dei quesiti proposti. Addirittura, Repubblica aveva pubblicato un editoriale esplicito in cui invitava gli elettori non solo a votare no, ma a non presentarsi proprio alle urne per non raggiungere il quorum (“scelte entrambe legittime). A quanto pare, hanno avuto ragione. Non si arriverà, se va bene, neanche a un quinto del quorum necessario. A vincere, sono loro. A perdere, probabilmente, gli stessi cittadini che hanno ignorato la questione.

Alberto Celletti

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