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Roma, 4 giu – Matteo Renzi è in caduta libera nei sondaggi. Non che il suo nuovo partito abbia mai riscosso grandi consensi tra i cittadini, ma rischiare addirittura di farsi superare dalla compagine dell’amico/rivale Carlo Calenda e soprattutto non ottenere neppure il minimo indispensabile per farsi rieleggere, sarebbe per l’ex premier una debacle oltre ogni più nefasta aspettativa. Per questo non stupisce quanto da lui dichiarato oggi durante la presentazione del suo ultimo libro La mossa del cavallo (alla presenza, tra gli altri, dei ministri Teresa Bellanova ed Elena Bonetti). “Voteremo nel 2023, c’è bisogno di rimettere mano alle regole del gioco per una leadership del Paese consolidata sulla base del voto o la legittimazione – ha dichiarato l’ex primo ministro – rischia di passare per la democrazia sondaggistica e vince chi è più popolare nei sondaggi”.

Una giravolta interessata

Dopo una serie infinita di piroette, ripensamenti e strappi annunciati eppure mai concretizzati, Renzi ha compiuto forse la definitiva giravolta. Forse, perché ormai ci ha abituato a contraddirsi a ogni piè sospinto, dunque con lui vale la regola del mai dire mai. Sta di fatto che nonostante il suo insistente ricorso al termine “sondaggite”, Renzi si è evidentemente reso conto di non essere in grado di rompere davvero con il premier Conte. Non farà quindi saltare il banco, perché questo potrebbe significare la sua morte politica. Se sul serio decidesse di far cadere il governo si aprirebbero difatti soltanto due strade: nuove elezioni o nuovo esecutivo di “larghe intese”. Nel primo caso la cospicua pattuglia di senatori e deputati di Italia Viva rischierebbe di restare fuori dal Parlamento, nel secondo la credibilità di Renzi subirebbe il colpo di grazia.

Senza alternative

“La legislatura durerà fino al 2023. Le considerazioni fatte ieri da Conte sono condivisibili, sui temi posti siamo assolutamente d’accordo, condividiamo l’impianto, ci ritroviamo al 95%“, ha dichiarato ancora il leader di Italia Viva. “A patto che si scelga la politica e non il populismo, l’aspettativa di vita” dell’esecutivo guidato da Conte “è la più lunga possibile”, ha poi aggiunto Renzi. Un registro insomma completamente diverso da quello usato fino ad oggi, perché finora l’ex sindaco di Firenze aveva dato vita a una serrata opposizione interna al governo di cui fa parte. Un’antinomia soltanto apparente poiché per Renzi era indispensabile forzare la mano e tentare di ottenere quanto più possibile. Perso in assoluto il braccio di ferro con il primo ministro ministro giallofucsia, adesso non gli resta che scendere a più miti consigli e restare a galla finché può. Tutto potrebbe di nuovo cambiare, posta ovviamente l’attuale politica liquida soggetta a improvvisi scossoni, ma nell’immediato è verosimile che non ci siano novità sostanziali.

Aggrappato al “nemico” Conte

Il solo attore che paradossalmente potrebbe generarle è il Pd, l’unico ipoteticamente interessato a smuovere le acque. Perché l’altra principale forza governativa, il M5S, non può permettersi di tornare al voto. Per lo stesso motivo di Italia Viva, che Renzi definisce “sondaggite” ma che semplicemente sono i buon vecchi sondaggi. “Un cambio di governo non lo vedo all’orizzonte, c’è un presidente del Consiglio che gode della fiducia parlamentare, una maggioranza cui noi partecipiamo“, ha dichiarato Renzi. “L’Italia ce la può fare, ce la farà, ce la deve fare. Si può utilizzare il post coronavirus come la più straordinaria opportunità per rimettersi in carreggiata“, ha infine sentenziato l’ex premier. Sembrano le parole di Conte, e alla fine è come se lo fossero, perché a Renzi adesso conviene allinearsi. Nient’altro che questo.

Eugenio Palazzini

4 Commenti

  1. Il declino inevitabile di un personaggio che ha fatto solo del male alla nostra patria,sodale ed inginocchiato alla casta piddino-grillina che ci opprime con una dittatura socio- mediatica ripugnante……… persona inadeguato ed imbarazzante……..

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