Roma, 14 mar – Non si ferma l’incredibile corsa del prezzo dei carburanti in Italia, intanto a quanto pare il governo è al lavoro per varare un decreto (taglierà le accise?) per attutire la mazzata per famiglie e imprese. La settimana ha chiuso con un assestamento al rialzo per le quotazioni internazionali di benzina e gasolio. Ma il colpo più duro riguarda le bollette, con ulteriori rincari ad aprile: +20% per luce e +2% per gas. Anche qui l’esecutivo dovrà intervenire per evitare che famiglie e imprese finiscano in ginocchio.

Caro carburanti: gasolio sopra benzina, a 2,3 euro a litro

Continuano senza sosta gli aumenti sulla rete carburanti. Secondo le rilevazioni di Quotidiano Energia, “la media nazionale” del gasolio “supera di poco la benzina, posizionandosi sopra i 2,3 euro/l in modalità servito e oltre i 2,2 euro nel self. Salgono anche Gpl e metano auto”. Il prezzo medio nazionale praticato della benzina in modalità self – si legge – sale a 2,217 euro/litro. Il prezzo medio praticato del diesel self cresce a 2,220 euro/litro (venerdì 2,173). Quanto al servito, per la benzina il prezzo medio praticato schizza a 2,323 euro/litro e il gasolio servito vola a 2,333 euro/litro”.

Governo studia decreto per attutire la mazzata per famiglie e imprese

Mentre il premier Mario Draghi spinge per misure a livello Ue – che però stentano ad arrivare, anche perché non tutti i Paesi membri sono nelle nostre disastrose condizioni – il governo sta valutando come intervenire con un decreto contro il caro energia. Allo studio anche un taglio delle accise su benzina e gasolio per avere un risparmio immediato del 10 per cento. Nello specifico, l’esecutivo a quanto pare vorrebbe imporre un tetto massimo al prezzo sull’importazione di gas naturale in Italia. Si parla di 100 euro a megawattora sull’importazione di gas nel primo mese, 90 nel secondo e 80 nel terzo. Il rischio, però, è che i Paesi fornitori potrebbero snobbarci vendendo il gas a un prezzo più alto a Francia, Spagna e Germania.

Possibile taglio accise per avere risparmio del 10%

Inutile dire che il tetto massimo andrebbe imposto a livello Ue (che però non ne vuole sapere). Pertanto le alternative al vaglio del governo sono una tassa sugli extra profitti delle società del settore. Il ricavato andrebbe a ridurre il costo delle bollette. Oppure appunto la riduzione delle accise. Numeri alla mano, porterebbe a un risparmio del 10 per cento sul costo del carburante. A chiedere con forza il taglio delle accise è Matteo Salvini, che torna a cavalcare (pare sul serio, stavolta) una antica battaglia della Lega (rimasta solo una serie di slogan).

In Italia le accise più alte d’Europa

Peraltro l’Italia ha accise tra le più alte in Europa. Secondo i dati dell’European Environment Energy, il nostro Paese è secondo in Ue per il livello sulla benzina: 0,73 euro per ogni litro. Se si aggiunge l’Iva, si arriva ad oltre la metà del costo alle pompe. Peggio fanno solo i Paesi Bassi con 0,79 euro al litro. Seguono nella classifica Finlandia e Grecia (0,70 euro ogni litro). Per quanto riguarda il diesel, invece, il livello italiano è senza paragoni: 0,62 euro per ogni litro, davanti a Belgio (0,60 euro al litro) e Francia (0,59 euro).

L’esecutivo deve fermare la speculazione sui prezzi

Il governo ha pertanto il dovere di intervenire subito e in modo efficace per bloccare la speculazione in atto. Speculazione del tutto ingiustificata: i rincari non hanno nulla a che vedere con la guerra in Ucraina, anche perché Gazprom non fa che ripetere che il flusso verso l’Europa è immutato e costante. I prezzi alle stelle sono dunque causati dalle compagnie che importano e distribuiscono il gas nel nostro Paese. E che speculano, appunto.

Oggi lo sciopero di autotrasportatori e benzinai

Intanto, oggi è previsto lo sciopero degli autotrasportatori, che resteranno fermi per protestare contro il caro carburante. Sciopero bocciato dalla Commissione di garanzia per lo sciopero, per il “mancato rispetto del termine di preavviso di 25 giorni”. La Commissione dunque richiama “l’obbligo di predeterminazione della durata dell’astensione”. Ad incrociare le braccia saranno infine anche i titolari di pompe di benzina che chiuderanno i self service nelle ore notturne. Questo perché i super rincari alla pompa non comportano alcun guadagno aggiuntivo per i gestori.

Adolfo Spezzaferro

Ti è piaciuto l’articolo?
Ogni riga che scriviamo è frutto dell’impegno e della passione di una testata che non ha né padrini né padroni.
Il Primato Nazionale è infatti una voce libera e indipendente. Ma libertà e indipendenza hanno un costo.
Aiutaci a proseguire il nostro lavoro attraverso un abbonamento o una donazione.

 

La tua mail per essere sempre aggiornato

5 Commenti

Commenta