troncaComunitàRoma, 3 nov. – Che Ignazio Marino fosse politicamente e antropologicamente inadeguato a guidare Roma lo si sapeva e la sceneggiata finale ha pienamente confermato le prime impressioni. Che la sua defenestrazione, peraltro inevitabile, avrebbe comunque portato la capitale a passare dalla padella alla brace era altrettanto preventivabile. Le prime mosse del neocommissario di Roma Francesco Paolo Tronca, appena insediatosi in Campidoglio, suggeriscono che i timori erano pienamente giustificati. Parliamo di mosse simboliche, per carità, ma spesso i simboli dicono più di mille interventi legislativi.

Tronca ha infatti visitato le Fosse Ardeatine, poi si è recato a Porta San Paolo per rendere omaggio ai caduti della Resistenza, deponendo una corona d’alloro sulla lapide commemorativa alla presenza del presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane, Renzo Gattegna. Non è mancata una visita in sinagoga e una a San Lorenzo, dove ha visitato il parco dei Caduti del 19 Luglio 1943 (giorno in cui ci fu un devastante bombardamento americano, ma chissà come mai nella retorica ufficiale anche questo è divenuto un simbolo degli “orrori del nazifascismo”, Alemanno docet).


Quasi stupisce, a questo punto, la visita all’Altare della Patria, evidentemente un incidente di percorso, forse il monumento era troppo grosso e vistoso per ignorarlo. Qualche giorno fa, del resto, l’ineffabile presidente Mattarella era uscito dal loculo per recarsi all’Ossario dei Caduti della Resistenza, nell’Alta Val Sangone. Il Capo dello Stato si era presentato anch’esso visitando le Fosse Ardeatine, poi più o meno ne abbiamo perso le tracce. Ora, beninteso, accanirsi contro chi visita un cimitero o il luogo di una strage, qualunque sia l’identità politica dei morti, sarebbe di cattivo gusto. Quando un’alta carica istituzionale compie una visita ufficiale, tuttavia, sta sempre lanciando un messaggio specificoTronca-638x425

La deriva tecnocratica presa dall’Italia ai tempi del renziano “Partito della Nazione” è infatti tutta sotto il segno dell’antifascismo. Non più a trazione comunista, ma azionista (specialmente sotto il governo Monti) e cattolico (nell’era Mattarella/Renzi). In entrambi i casi con un forte elemento massonico. La presentazione di Tronca va quindi a rassicurare i poteri forti, che Marino era stato troppo inetto per servire. Il messaggio non poteva essere più chiaro. In attesa che la scelta commisariale non sostituisca definitivamente la farsa delle elezioni per tutta la nazione. Benvenuti in democrazia.

Giuliano Lebelli

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