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Roma, 11 feb – Il quesito su Rousseau è tendenzioso? “L’ha scelto Crimi”. A dirlo è Davide Casaleggio, presidente dell’associazione che amministra la piattaforma grillina per “la democrazia diretta”. D’altronde, precisa Casaleggio: “Come sempre è il capo politico”, in questo caso per la precisione il reggente del M5S Vito Crimi, “a scegliere i quesiti che vengono posti sulla piattaforma Rousseau”. Il sito, ampiamente discusso e altrettanto discutibile, ha difatti partorito dopo un lungo travaglio l’atteso quesito sul governo Draghi. E ha tirato fuori qualcosa di talmente imbarazzante da aver mandato su tutte le furie anche diversi pentastellati.

L’insalata Rousseau

Questo il testo: “Sei d’accordo che il MoVimento sostenga un governo tecnico-politico: che preveda un super-Ministero della Transizione Ecologica e che difenda i principali risultati raggiunti dal MoVimento, con le altre forze politiche indicate dal presidente incaricato Mario Draghi?”. E’ come chiedere a un medico: “Sei d’accordo che il fumo fa male alla salute?”. D’altronde, se i vertici 5S assicurano agli iscritti che il governo in fieri difenderà i presunti risultati raggiunti dal Movimento e istituirà il ministero chiesto a gran voce dal garante Grillo, pare piuttosto difficile che la maggioranza dei grillini non si fidi. Certo, mai dire mai, la sorpresa è sempre dietro l’angolo. In questo caso però è un’opzione leggermente chimerica.

Il quesito non imbarazza solo Casaleggio

Non a caso, solitamente, gli iscritti che votano su Rousseau finiscono per ratificare decisioni già prese dal gotha pentastellato. A questo punto potrebbero pure chiedere se è il caso di coprirsi quando fa freddo e di bere molta acqua in estate durante le ore più calde, visto mai che qualcuno risponda con un secco “No”.

E’ tutto talmente grottesco da aver fatto strabuzzare gli occhi persino ad alcuni parlamentari Cinque Stelle. Il voto su Rousseau “è stato indetto senza che nulla di certo si sappia né sull’accozzaglia di partiti che voteranno la fiducia, né su ciò che tale eterogenea maggioranza intende realizzare”, scrivono 13 parlamentari pentastelati. Nel post in questione, pubblicato su Facebook e dal titolo “Un voto al buio”, la critica è emblematica. I tredici fanno notare infatti “che la votazione indetta” sulla piattaforma è “tendenziosa e palesemente volta a inibire il voto contrario alla partecipazione del m5s al Governo Draghi“.

Eugenio Palazzini

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