Roma, 14 nov – A parlare sono Matteo Salvini e Antonio Tajani, i due vicepremier rispettivamente ministri delle Infrastrutture e degli Esteri. Il tema, caldissimo è quello degli sbarchi clandestini e delle Ong. Mentre Parigi minaccia e l’Ue come al solito scricchiola, il governo Meloni sembra voler insistere su una strada più decisa nel prossimo futuro.

Salvini: “Pugno duro contro gli sbarchi”. E Tajani critica le Ong

Come riporta l’Ansa, Salvini e Tajani si espongono in continuità con l’esecutivo. Il leader del Carroccio è diretto: “Il governo è pronto al pugno duro sugli sbarchi”. Più diplomatico Tajanii: “Siamo pronti a parlare con Parigi e a chiudere una polemica che non è partita da noi”. Il vicepremier coordinatore di Forza Italia, però, sottolinea la critica ad Ong che “non possono fare i taxi”, riferendosi all’assoluta libertà di cui godono nel “prelevare” e portare migliaia di persone in territori di sovranità altrui. Da Parigi, intanto, nessuna apertura: il governo francese ha confermato tramite il portavoce Olivier Véran, di non avere intenzione di accogliere “un po’ più di 3.000 persone” sbarcate in Italia, “di cui 500 entro la fine dell’anno”. A Ventimiglia scattano i controlli militarizzati delle autorità francesi che al momento stanno presidiando il confine a qualsiasi ingresso. La Spagna, intanto, non si aggrega alla “cordata mediterranea” di Italia, Malta, Cipro e Grecia.

La Germania? Quasi “in mezzo”

Ufficialmente Berlino è su posizioni “solidali” e quindi contrastanti con l’interesse italiano di fermare gli sbarchi. Al contempo, però, è evidente come non voglia rompere il giochino evitando di pendere troppo dalla parte della “sfuriata” di Parigi. Almeno, per il momento. Di sicuro la difesa delle Ong è ben chiara, secondo le parole dell’ambasciatore Elbling: “”Nel 2022 sono già oltre 1.300 le persone morte o disperse nel Mediterraneo. Un 12% dei sopravvissuti sono stati salvati dalle ong. Loro salvano vite laddove l’aiuto da parte degli Stati manca. Il loro impegno umanitario merita la nostra riconoscenza e il nostro appoggio”.

L’Italia chiede un codice di condotta per le navi

Antonio Tajani ha ricordato un rapporto di Frontex sugli “appuntamenti in mare tra trafficanti” e ong per prendere a bordo le persone in fuga dalla Libia. Da qui la necessità di richiedere – ancora – un codice di condotta per le Ong. La Francia, intanto, continua a minacciare. Sempre il portavoce Véran dichiara che: “la decisione unilaterale, inaccettabile, inefficace e ingiusta da parte dell’attuale governo italiano esige risposte europee”. Oggi il Consiglio dei Ministri degli Esteri a Bruxelles sarà incentrato sul tema dei clandestini. Peril ministro degli Esteri del Lussemburgo Jean Asselborn: “Francia e Italia sono due pilastri imprescindibili per giungere ad una riforma del sistema europeo di gestione delle migrazioni. Una lite continua danneggerà l’intera Ue“.

Alberto Celletti

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