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Roma, 20 nov- “Tallini è stato il più votato nel collegio di Catanzaro, se non il più votato in Calabria. È la dimostrazione che ogni popolo ha la classe politica che si merita”. Così Nicola Morra, senatore del M5S e presidente della commissione Antimafia, ha commentato ieri ai microfoni di Radio Capital l’arresto del presidente del Consiglio regionale calabrese, Domenico Tallini, finito ai domiciliari. Parole piuttosto pesanti nei confronti di una regione dove lo stesso Morra ha vissuto a lungo e soprattutto nei confronti dei calabresi, a maggior ragione se consideriamo che a marzo 2013 l’esponente pentastellato venne eletto proprio nella circoscrizione Calabria.

Morra però è andato oltre: “Il mio è un rimprovero, sarò politicamente scorretto ma era noto a tutti che la presidente della Calabria Santelli fosse una grave malata oncologica. Umanamente – ha detto – ho sempre rispettato la defunta Jole Santelli, politicamente c’era un abisso. Se però ai calabresi questo è piaciuto, è la democrazia, ognuno dev’essere responsabile delle proprie scelte: hai sbagliato, nessuno ti deve aiutare, perché sei grande e grosso”.  E ancora “la Calabria è irrecuperabile, lo è fin quando lo Stato non affronterà la situazione con piena consapevolezza”. Le affermazioni sull’ex presidente della Calabria e sui cittadini che l’hanno votata hanno scatenato inevitabilmente una bufera politica.

Salvini e Meloni chiedono le dimissioni di Morra

Matteo Salvini e Giorgia Meloni hanno chiesto stamani le immediate dimissioni di Morra. “E’ indegno del suo ruolo: utilizza la Commissione Antimafia per aggredire i rivali politici e ora si conferma un piccolo uomo con le parole disgustose su Jole Santelli che peraltro è stata vicepresidente della Commissione Antimafia. Morra si sciacqui la bocca, quando parla di malati oncologici, e si dimetta”, ha scritto su Facebook il leader leghista. “Questo signore, oltre che essere un parlamentare della Repubblica Italiana è anche Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia. Indegno, DIMETTITI!”, ha tuonato il leader di Fratelli d’Italia, sempre via Facebook.

Ma lui non lascia

Morra non ha però intenzione di lasciare il suo incarico. “Santelli malata ed eletta, calabresi responsabili delle scelte fatte. Se ho offeso la sensibilità di qualcuno mi scuso, ma non mi dimetto“, ha dichiarato a Repubblica. Poi, nel pomeriggio la bufera ha continuato a infuriare e l’esponente del M5S è tornato a dire la sua: “Chiedo scusa alle persone che si sono sentite offese o colpite da parole che sono state volutamente tagliate e cucite per far intendere ciò che il sottoscritto non ha mai pensato. Io mi batto per una sanità pubblica universale che intervenga per chi è più debole e chi è più debole è il malato. Io rifiuto qualunque accusa di insensibilità”, ha dichiarato Morra all’Ansa. “Da parte mia c’è sempre stato il massimo rispetto per chi vive la condizione della malattia. Io ho semplicemente ricordato come l’elettorato debba essere pienamente responsabile delle proprie scelte – ha specificato il senatore grillino – Perché ciò che avvenga è necessaria un’informazione totale”.

Adesso però la sedia di Morra scricchiola, visto che pure il M5S ha preso le distanze dalle sue parole: “Le affermazioni del senatore Nicola Morra sulla presidente Santelli, i cittadini calabresi e i malati oncologici non rispecchiano il pensiero del M5S, che ne prende le distanze. I cittadini chiamati al voto e ad esprimere la loro preferenza lo fanno sulla base della loro libera e insindacabile opinione”, si legge nella note del movimento.

Alessandro Della Guglia

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4 Commenti

  1. Una cozzaglia di miserabili. Si fa prima a citare chi è salvabile ed integrabile, politicamente parlando.
    A N.Morra vorrei rammentare che si nasce già malati…, di morte certa!

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