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Saviano come Facci? Il centrodestra lo vuole fuori dalla Rai

by Michele Iozzino
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Saviano

Roma, 21 lug – Roberto Saviano verso l’esclusione dalla Rai? È quello che si augurano diversi esponenti del centrodestra, i quali ritengono lo scrittore partenopeo incompatibile con il servizio pubblico avendo dato prova anche recentemente della sua violenza verbale e della sua faziosità.

Il centrodestra contro Saviano

Se il caso Filippo Facci ha tracciato una linea, allora deve valere anche per tutti. È questo il ragionamento che sembra tenere banco nel centrodestra. E se al primo erano stati rimproverati i toni eccessi, Saviano non è certo da meno. Esempio recente è il suo ultimo tweet al veleno contro Matteo Salvini, definito “Ministro della Mala Vita” e accusato di mentire sulla vicenda Carola Rackete (tornata di moda data la sua candidatura per il partito di estrema sinistra tedesco Die Linke). Il diretto interessato ha già annunciato di voler sporgere querela contro lo scrittore e giornalista, mentre dalla maggioranza si alzano voci di protesta per il fatto che a Saviano dovrebbe essere affidato un programma Rai nel prossimo futuro. Francesco Filini, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Vigilanza, ha commentato: “C’è un limite a tutto, la Rai ultimamente ha mostrato di essere molto attenta al registro che viene utilizzato nel servizio pubblico, credo che sia più che doverosa una riflessione sull’opportunità di confermare la presenza di Saviano in Rai”. Gli fa eco il leghista Giorgio Maria Bergesio: “Saviano non si smentisce mai, pensa gli sia concesso tutto e si permette di usare un linguaggio volgare insultando, infangando e insinuando. La sua ‘figura’ è di certo incompatibile con la tv pubblica: o a Saviano è tutto permesso?”. C’è chi, come la collega di partito, Stefania Pucciarelli, parla di “doppia morale” e chi, come il senatore Paolo Marcheschi, ritiene Saviano “un personaggio che ha dato ampiamente prova della sua faziosità”.

Una strategia perdente?

A discapito delle proteste del centrodestra possiamo già immaginare in che direzione vada l’intera vicenda, con Saviano che con ogni probabilità potrà fare mostra nel solito vittimismo e coccolarsi nella levata di scudi che quasi sicuramente arriverà a sinistra, puntando il dito contro una presunta deriva autoritaria in Rai portata avanti dalla destra. Deriva che, se esiste, è nella realtà dei fatti a parti invertite. Quella contro Facci non è stata solamente un’azione formale, contro la sua esuberanza linguistica o presunta tale. C’è qualcosa di più sostanziale e certe dinamiche di potere non si scardinano solamente con le belle intenzioni. Sarebbe stato il caso di capirlo quando era il tempo di difenderlo o di investire in una classe intellettuale, non dopo. Non solo perché due torti non fanno una ragione e quindi una esclusione dalla Rai (comunque improbabile) di Saviano non risanerà quanto avvenuto prima, ma anche perché dimostra tutta la miopia del centrodestra in fatto di cultura, condannato troppo spesso ad arrancare dietro la sinistra e a finire per esserne una brutta copia.

Michele Iozzino

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2 comments

Germano 21 Luglio 2023 - 7:24

Lasciate questo segaiolo traumatizzato psichico senza guardia del corpo e in due giorni sparisce da solo.

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GianSavio 21 Luglio 2023 - 8:06

sarebbe giusto ed equo

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