Loris NardaBologna, 20 feb – Simpatico decisamente non lo è, e a suo tempo se n’è accorta tutta Italia nel suo quarto d’ora di celebrità, quando tentò di assaltare l’auto di Matteo Salvini e il leader leghista rischiò di metterlo sotto. Loris Narda, il liderino del collettivo Hobo di Bologna, non sembra nel frattempo aver ampliato il raggio dei suoi sostenitori, dato che anche a sinistra non pare incontrare granché.

È di questi giorni, infatti, la notizia di un violento scontro fra appartenenti ai collettivi universitari Cua e Hobo, sempre a Bologna. Uno scontro interno all’estrema sinistra bolognese, insomma. In cui ad avere la peggio è stato proprio lui, il Narda, uscito dal civile chiarimento con 30 giorni di prognosi.

La bagarre sarebbe scoppiata per una banale sovrapposizione di eventi. Sia il Cua che l’Hobo avrebbero organizzato un appuntamento per lo stesso giorno: un aperitivo per festeggiare cinque attivisti storici rientrati a Bologna dopo l’attenuazione delle misure cautelari relative agli scontri con la polizia del 27 maggio 2013 e un Trash party di autofinanziamento per studenti.

Un comunicato attribuito al Cua aveva del resto già fatto trapelare il “lieve” disappunto del collettivo: “Di fronte alla nostra richiesta di posticipare una loro festa di autofinanziamento programmata in via Zamboni 38, Hobo ha deciso di fregarsene dell’attacco in essere alle lotte e ai percorsi a loro modo storici del conflitto in zona universitaria, pensando evidentemente solo ai loro interessi di gruppo”.

Una mancanza di rispetto che è stata punita, a quanto pare. E a farne le spese è stato il povero Narda, l’eroe antirazzista con la faccia da Folagra che le prende da tutti.

Giuliano Lebelli

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