Roma, 25 set – Silvio Berlusconi ha probabilmente condotto in prima persona la sua ultima campagna elettorale relativa alle elezioni nazionali. L’età anagrafica ormai avanzata e le condizioni di salute da anni precarie fanno presumere che difficilmente il Cavaliere potrà ancora per numerosi anni concedersi apparizioni territoriali e televisive con una certa lucidità e frequenza. Pertanto, l’impegno esercitato in questa tornata elettorale assume ancora maggior valore, e un gusto politicamente agrodolce.

Il lungo successo di Silvio Berlusconi

In primis, al netto delle considerazioni individuali sulla figura umana, professionale e politica di Silvio Berlusconi, appare doveroso e necessario menzionarne l’importante parabola: con la sua carriera imprenditoriale e la sua discesa in campo nel 1994 l’ex premier ha modificato per sempre il volto della comunicazione e della politica italiana. Fondatore di fatto del bipolarismo in Italia, oltre che del centrodestra, è riuscito a restare in auge e al potere per decenni, nonostante una controparte politica aggressiva, che ha potuto giovarsi dell’apporto prevaricatore di parte della magistratura. Anche in ragione di ciò, la sua figura è finita per fungere da esempio di perseguitato della malagiustizia italiana, dopo Tangentopoli entrata a gamba tesa nella formazione dei governi e nella quotidianità istituzionale del nostro Paese.

La triste caduta

Tuttavia, osservare Berlusconi in questi ultimi anni comporta l’avvento di una sensazione di malinconia e tristezza: la sua genuflessione nei confronti dell’Unione europea – un tempo criticata e combattuta nelle proprie storture – la sua incapacità di mostrarsi ancora come il garante della coalizione di centrodestra – complice il crollo elettorale e la diaspora interna al suo partito – ne hanno scalfito la figura e, di conseguenza, la credibilità. Silvio Berlusconi resterà fino alla morte un indomabile sognatore, fattore che evidentemente gli ha impedito di confrontarsi con la realtà, che spesso risulta amara quanto veritiera.

L’umiliazione subita in occasione della sua candidatura alla Presidenza della Repubblica, camuffata con un passo indietro giustificato dal “senso delle istituzioni”, deve aver lasciato un segno ancor più doloroso della caduta cruenta dell’ultimo esecutivo da lui guidato. La capacità di persuadere il telespettatore e risultare credibile dinanzi alle telecamere si è in questi anni affievolita, lasciando spazio all’ascesa mediatica di Matteo Salvini ieri e di Giorgia Meloni oggi. Non è dato sapere quale percentuale Forza Italia riuscirà a raccogliere a queste elezioni, ma siamo certi che il risultato elettorale passerà alla storia come l’ultimo grande trionfo o fallimento di Silvio Berlusconi, leader fino alla fine di una forza politica che siamo certi non riuscirà a sopravvivergli.

Tommaso Alessandro De Filippo

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